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Timo Tolkki's Avalon, il ritorno del chitarrista finlandese Timo Tolkki's Avalon, il ritorno del chitarrista finlandese

Timo Tolkki's Avalon, il ritorno del chitarrista finlandese

recensioni

titolo
"Return To Eden"
etichetta
Frontiers Music
Anno

 

Tracklist:

1.      Enlighten

2.      Promises

3.      Return to Eden

4.      Hear my call

5.      Now and forever

6.      Miles away

7.      Limits

8.      We are the ones

9.      Godsend

10.  Give me hope

11.  Wasted dreams

12.  Guiding star

 

 

The Cast:

Todd Michael Hall Vocals (Tracks 2, 3 e 5)

Anneke Van Giersbergen Vocals (Tracks 4 e 8)

Mariangela Demurtas Vocals (Tracks 3, 9 e 12)

Zachary Stevens Vocals (Tracks 3. 6 e 11)

Eduard Hovinga Vocals (Tracks 7 e 10)

 

Timo Tolkki Lead Guitars

Andrea Buratto Bass

Antonio Agate Piano and Keyboards

Giulio Capone Drums , Piano and Keyboards

Aldo Lonobile Guitars

opinioni autore

 
Timo Tolkki's Avalon, il ritorno del chitarrista finlandese 2019-06-22 10:43:26 Ninni Cangiano
voto 
 
3.5
Opinione inserita da Ninni Cangiano    22 Giugno, 2019
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Chi l’avrebbe detto che mi sarei ritrovato a recensire uno dei miei vecchi idoli? Non credevo che mi sarebbe capitata l’occasione di ascoltare e scrivere su un disco del buon Timo Tolkki, ma così è e, lo confesso, sono anche abbastanza emozionato. Il chitarrista finlandese ha scritto pagine storiche del metal mondiale negli anni ‘90, dischi come “Episode” e “Visions” degli Stratovarius sono qualcosa di inarrivabile anche oggi ad oltre 20 anni dalla loro uscita ed hanno significato molto per il sottoscritto. Oggi pare che Tolkki abbia lasciato alle spalle i suoi problemi di depressione o, comunque, attraverso la musica abbia iniziato un percorso per farlo definitivamente. E così la Frontiers Music ha rilasciato da pochi giorni questo “Return to Eden”, dotato di bellissima copertina, pur se con soggetti abbastanza inflazionati (i soliti maghi incappucciati). Per questo nuovo episodio dei suoi Timo Tolkki’s Avalon, il finlandese ha pescato a piene mani in Italia, reclutando un parte dei Secret Sphere (Andrea Buratto al basso, l’ex-tastierista Antonio Agate ed Aldo Lonobile come seconda chitarra, scrivendo proprio con quest’ultimo buona parte dei brani), nonché quel tale batterista Giulio Capone che ho apprezzato tantissimo nei mai troppo compianti Bejelit, nonché in tante altre bands (ora nei Moonlight Haze). Con questa formazione di musicisti, sono poi stati chiamati numerosi cantanti, fra cui spiccano i nomi di Zachary Stevens ed Anneke Van Giersbergen (10 minuti di vergogna per chi non li conosce!), ma anche la nostra Mariangela Demurtas, Todd Michael Hall ed Eduard Hovinga. Dopo l’intro, l’album si snoda per 11 tracce ben curate e realizzate; va evidenziato che qualcuna funziona meglio di altre, specie nella prima parte del disco (“Promises” e “Return to Eden” soprattutto, ma anche “Now and forever” e “Limits”), anche se forse il pezzo migliore lo troviamo proprio in conclusione, con l’ottima “Guiding star”. Si spazia tra il classico power di matrice scandinava, con qualche pizzico di female fronted symphonic (“We are the ones” con la meravigliosa Anneke sugli scudi) ed anche qualcosa che ricorda un po’ il power/prog dei Secret Sphere (“Give me hope” ad esempio). Tutto sommato il disco si ascolta piacevolmente, anche se forse manca ancora una hit che faccia saltare dalla sedia e valga da sola l’acquisto del disco (forse la sola già citata “Guiding star” ci si avvicina); di certo, i vari ascolti che ho dato al disco sono stati sempre gradevoli ed appare evidente che il buon Timo stia cercando di tornare ai suoi livelli qualitativi di tanti anni fa. Siamo ancora lontani dai tempi d’oro degli Stratovarius degli anni ‘90 (e, siamo sinceri, avrebbe anche senso provare a ripeterli oggi?), ma la strada per permettere a Tolkki di tornare ad essere grande appare adesso meno ardua. Buona fortuna grande Timo!

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