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Imago Imperii, una promettente band italiana Imago Imperii, una promettente band italiana Hot

Imago Imperii, una promettente band italiana

recensioni

titolo
“Fate of a king”
etichetta
Autoproduzione
Anno

 

TRACKLIST:

1.      The tapestry

2.      Saxon warriors

3.      Kingdom’s united

4.      Fate of a king

5.      The landing

6.      Battle at Stamford Bridge

7.      Conqueror

8.      Marching for hope

9.      King’s nightmare

10.  Harold Rex

11.  End of an era

 

 

LINE–UP:

Gwarner – Vocals

Ivanhoe  - Keyboards

Luke - Guitar

Mick – Bass

Iskandar  Drums

opinioni autore

 
Imago Imperii, una promettente band italiana 2019-06-22 13:53:35 Ninni Cangiano
voto 
 
3.5
Opinione inserita da Ninni Cangiano    22 Giugno, 2019
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Avete presente gli indimenticabili Thy Majestie? Spero proprio di si, soprattutto se siete fans del symphonic power! Bene, a questi aggiungeteci un po’ degli ultimi Heimdall e qualcosa di epicheggiante, tipo Holy Martyr o Rosae Crucis, avrete così un’idea di quello che è il sound dei bolognesi Imago Imperii, band fondata nel 2011 dal cantante Gwarner e dal tastierista Ivanhoe, con all’attivo un debut album risalente al 2016, intitolato “Legendaria”, al sottoscritto purtroppo sconosciuto. A marzo 2019, gli Imago Imperii si sono autoprodotti il loro secondo full-lenght, intitolato “Fate of a king”, composto da 8 brani, cui si aggiungono 3 brevi intro sparse nella tracklist, dotato di splendida copertina. Da evidenziare subito che, a livello di testi, mi sembra ci si trovi davanti ad un concept sulla storia inglese di inizio millennio scorso (la battaglia di Stamford Bridge è del 1066). Tra atmosfere epiche e sinfoniche, questi ragazzi bolognesi realizzano un disco che si lascia ascoltare molto gradevolmente, sicuramente molto più di altre uscite licenziate anche da label importanti; sorprende, infatti, come gli Imago Imperii non abbiano ancora un contratto e che addirittura questo loro disco sia stato stampato solamente in 100 copie, come se nessuno avesse avuto il coraggio di scommettere sulla qualità della musica di questa band... si sa, il music business è miope e pieno di illogici meccanismi e questo caso ne è un esempio lampante! Gli strumenti principali del sound sono le tastiere del fondatore Ivanhoe e la chitarra dello shredder Luke (evidentemente innamorato di Malmsteen...), ma anche la sezione ritmica, con il bassista Mick ed il batterista Iskandar, si fa sentire prepotentemente. Non mi ha fatto impazzire lo stile del cantante Gwarner, né particolarmente aggressivo, né particolarmente pulito/acuto; una via di mezzo che non dispiace, ma non fa nemmeno esaltare (ma qui si tratta di gusti puramente personali). Ciò nonostante, gli oltre 50 minuti di questo “Fate of a king” sono stati decisamente apprezzati e mi hanno fatto scoprire in questi Imago Imperii una band dalle grandi potenzialità! Adesso spero che qualcuno si accorga di loro e li valorizzi come meritano....

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