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Terzo album in tre anni per i britannici Memoriam Terzo album in tre anni per i britannici Memoriam Hot

Terzo album in tre anni per i britannici Memoriam

recensioni

gruppo
titolo
Requiem for Mankind
etichetta
Nuclear Blast
Anno

PROVENIENZA: UK 

GENERE: Death Metal 

FFO: Bolt Thrower, Benediction, Hail of Bullets, Asphyx, Sepultura 

LINE UP: 
Karl Willets - vocals 
Scott Fairfax - guitars 
Frank Haley - bass 
Andrew Whale - drums 

TRACKLIST: 
1. Shell Shock [05:48] 
2. Undefeated [04:11] 
3. Never the Victim [05:05] 
4. Austerity Kills [04:01] 
5. In the Midst of Desolation [04:35] 
6. Refuse to Be Led [05:24] 
7. The Veteran [04:51] 
8. Requiem for Mankind [05:08] 
9. Fixed Bayonets [05:13] 
10. Interment [03:47] 

Running time: 48:03 

opinioni autore

 
Terzo album in tre anni per i britannici Memoriam 2019-06-30 17:47:28 Daniele Ogre
voto 
 
3.5
Opinione inserita da Daniele Ogre    30 Giugno, 2019
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Terzo album in tre anni per i britannici Memoriam, band formata da Karl Willets come tributo al defunto drummer dei Bolt Thrower, Martin Kearns. Dato il ritmo tenuto da Willets e soci nello sfornare dischi a stretto giro l'uno dall'altro, con "Requeim for Mankind" non bisogna attendersi chissà quali sconvolgimenti di sonorità rispetto ai precedenti lavori - e per esteso, rispetto al sound dei Bolt Thrower stessi -; ma tuttavia con questa loro terza fatica i Memoriam sembrano aver definitivamente aggiustato il tiro, pubblicando quello che ad oggi possiamo definire come la loro miglior uscita. Pur mantenendo come caposaldo quell'inconfondibile stile UK Death Metal, il quartetto inglese sembra abbia voluto dare una minima ventata di freschezza alle proprie composizioni, cosa che possiamo notare in una maggior attenzione alla melodia nel buonissimo lavoro chitarristico di Scott Fairfax. Insomma, rispetto ai primi due lavori, più pesanti e a modo loro grezzi, "Requeim for Mankind" appare sin dalle prime note di "Shell Shock" come un album più fluido nel proprio scorrere, maggiormente ordinato e, soprattutto, con un songwriting ben pensato che, per una volta, non fa sembrare che i Memoriam vadano avanti per inerzia col pilota automatico. Pezzi come la già citata opener "Shell Shock" - in cui sembra anche scorgere echi dei Sepultura di "Arise" / "Chaos A.D." -, "Never the Victim" ed il singolo "The Veteran" possono essere presi come manifesto di un buon disco che, in ogni caso, non subisce cali di sorta durante i suoi quasi 50 minuti di durata.
Apportare queste minime variazioni ad un sound che stava cominciando a diventare già stantio, è stata a mio avviso una scelta vincente da parte dei Memoriam. Come detto la matrice Bolt Thrower è sempre inevitabilmente lì, ma tra interessanti intrecci melodici e quei passaggi sepulturiani che fanno capolino di tanto in tanto con "Requeim for Mankind" abbiamo tra le mani un disco almeno quel minimo più vario che permette ai Memoriam di portare nuovo ossigeno dalla loro.

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