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Reportage, un nome nuovo in arrivo dagli Urali Reportage, un nome nuovo in arrivo dagli Urali

Reportage, un nome nuovo in arrivo dagli Urali

recensioni

gruppo
titolo
“Escape this world”
etichetta
Molot Records
Anno

 

LINE-UP:

Yury Sahnov – vocals

Andrey Shreider – guitars

Vladimir Anikin – guitars

Anatoly Kompanets – drums

Andrey Sergeev – bass

Evgeny Panov - keys/sound technician

 

 

TRACKLIST:

01 Burn the bridges

02 Escape this word (Version with Orchestra)

03 Do they await (Version with Orchestra)

04 Complications (Version with Orchestra)

05 Do lives coincide (Version with Orchestra)

06 Ride the stream (Version with Orchestra)

07 Hiding inside (Version with Orchestra)

08 Don't run away (Version with Orchestra)

09 Prison of ice (Version with Orchestra)

opinioni autore

 
Reportage, un nome nuovo in arrivo dagli Urali 2019-07-13 08:24:47 Ninni Cangiano
voto 
 
3.0
Opinione inserita da Ninni Cangiano    13 Luglio, 2019
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Da Ekaterinenburg in Russia arrivano i Reportage, band a me finora sconosciuta autrice di un full-lenght a gennaio 2018, intitolato “Prison of ice”. Di recente ci è stato proposto questo E.P. dal titolo “Escape this world”, composto da ben 9 brani... è la prima volta che vedo un E.P. della stessa durata (se non anche di più!) di un album! All’interno di questo lavoro, dalla splendida copertina, ci sono 4 pezzi nuovi e 5 rivisitazioni con orchestra di brani già presenti sul disco di debutto. Ma cosa suonano i Reportage? Il sound della band degli Urali è un power metal, con richiami al prog e qualche tocco di heavy classico, che si lascia ascoltare molto gradevolmente. Nella bio di presentazione si paragonava la band a Metallica, Pretty Maids ed Accept.... non capirò mai il perchè di paragoni così campati in aria (non è la prima volta!), dato che non c’è traccia thrash della Bay-Area (e nemmeno, per fortuna, di quella porcheria che i Metallica hanno suonato qualche anno fa...), né tanto meno dell’heavy dei danesi Pretty Maids o dei tedeschi Accept. Forse lo stile sporco ed aggressivo del singer Yury Sahnov potrebbe essere lontanamente (ma “molto” lontanamente!) a quello del grande Udo, ma stiamo davvero fantasticando. Il disco dura poco meno di 40 minuti che scorrono via piacevolmente, anche se senza un picco qualitativo particolarmente evidente, manca infatti quella hit che da sola valga l’acquisto del cd e che spacchi letteralmente in due tutto quanto. I vari brani non sono niente male, ma i vari ascolti che ho dato a questo lavoro non mi hanno mai conquistato del tutto; le due chitarre lavorano bene in coppia anche nelle parti soliste, il batterista pesta a dovere, tastiere e basso fanno il loro compitino senza strafare ed, in fin dei conti, anche il cantante non è poi così male, anche se per questo genere musicale preferisco voci più calde e pulite. Formalmente quindi non ci sono appunti da fare ai Reportage, anche se per emergere dall’underground ci vuole di più e magari anche il coraggio di osare ulteriormente con le parti orchestrali (obiettivamente alquanto ridotte e poste in secondo piano). “Escape this world” strappa sicuramente una meritata sufficienza, ma mi aspetto di meglio in futuro dai Reportage! In chiusura un suggerimento alla band: se volete farvi conoscere fuori dalla Russia, cercate di avere un sito internet che non sia solo in cirillico!

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