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Interessante questo primo album degli Avem, band che dimostra di avere già una buona personalità. Interessante questo primo album degli Avem, band che dimostra di avere già una buona personalità. Hot

Interessante questo primo album degli Avem, band che dimostra di avere già una buona personalità.

recensioni

gruppo
titolo
Meridiem
etichetta
Wormholedeath Records
Anno

Tracklist:

1. Sun Chaser

2. How I got my Wings

3. Bermuda

4. Star Gazer

5. Lost Cosmonaut

6. Phantoms

7. Earth Shaker

8. Whispers on the Wind

9. Chernobyl

10. Storm Facer

11. Sonder

12. LDV

 

Line-up:

Reece Tyrrell - guitars

Florian Uhl - bass

Seppo Uhari - drums

Nora Bendzko - vocals

Manu Sharma - keyboards

 

Andreas Gammauf - vocals on track 8

Alexander Hirschmann - vocals on track 10

opinioni autore

 
Interessante questo primo album degli Avem, band che dimostra di avere già una buona personalità. 2019-07-13 19:18:33 Virgilio
voto 
 
4.0
Opinione inserita da Virgilio    13 Luglio, 2019
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Gli Avem si formano in Austria nel 2015, ma con una line-up piuttosto internazionale, se si considera che questa comprende una cantante tedesca, un chitarrista australiano e un batterista finlandese. Dopo un ep pubblicato nel 2016, giunge adesso il loro primo full-length. Il loro stile appare subito alquanto personale ed intriso di diverse contaminazioni, tanto che risulta davvero arduo etichettarlo: potremmo definirlo un alternative metal con venature prog, ma ancora non renderemmo appieno l'idea. Un aspetto dunque positivo questo, perchè dimostra come la band abbia saputo creare un sound alquanto originale e tutt'altro che scontato. I brani che compongono l'album si muovono tra riff duri ed intriganti melodie, spaziando tra momenti aggressivi e suadenti intermezzi atmosferici. In tal senso, impressionante anche il lavoro vocale della singer Nora Bendzko, ora dolce ed eterea, ora grintosa ed aggressiva, a seconda di quello che richieda il contesto sonoro. In un paio di tracce, peraltro questa è coadiuvata da alcuni guest: nel brano "Whispers on the Wind", in particolare, ritroviamo Andreas Gammauf dei Chaos Inside, mentre in "Storm Facer" è presente Alexander Hirschmann. Si tratta di un disco che magari non incanta al primo impatto, ma che sicuramente cresce ascolto dopo ascolto e che merita perciò di essere metabolizzato per poter essere pienamente apprezzato. Davvero un debutto interessante per questa band, tutt'altro che banale e che merita di avere la giusta visibilità.

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