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Disco alquanto vario ed interessante questo quarto full-length dei Majesty of Revival Disco alquanto vario ed interessante questo quarto full-length dei Majesty of Revival Hot

Disco alquanto vario ed interessante questo quarto full-length dei Majesty of Revival

recensioni

titolo
Timeless
etichetta
WormHoleDeath
Anno

Line-up:

Dmitri Pavlovskiy - guitars, vocals, additional keyboards

Vasil - drums, bass on track 10

Mad Doctor - guitars, keyboards

Anton Varkhovy - bass, additional vocals

 

Tracklist:

1. Destroy Space

2. Disposable Clown

3. Void

4. S7

5. Dream Dealer

6. Sinners & Saints

7. Doppelganger

8. Consciousness Beyond...

9. Timeless

10. Bury Me

opinioni autore

 
Disco alquanto vario ed interessante questo quarto full-length dei Majesty of Revival 2019-07-20 14:04:11 Virgilio
voto 
 
3.5
Opinione inserita da Virgilio    20 Luglio, 2019
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

I Majesty of Revival celebrano il loro decimo anno di attività e giungono con questo "Timeless" al loro quarto full-length. Ormai totalmente abbandonato l'approccio neoclassico che aveva caratterizzato soprattutto i primi lavori, la band ucraina propone adesso un album davvero vario, tanto che si farebbe quasi fatica a riconoscerli basandosi sui lavori passati. La tracklist si apre con una traccia alquanto decisa e diretta quale "Destroy Space", seguita da "Disposable Clown", un brano dalle tante sfaccettature, dove emergono già gli elementi prog, sempre presenti nello stile dei Majesty of Revival. Si cambia decisamente registro con "Void", traccia che parte con delle atmosfere molto soffuse, per poi andare in un deciso crescendo; un po' su questa falsariga, più avanti ritroviamo anche un paio di altri brani, ovvero "Sinners & Saints" (dove Pavlovskiy pare voler tentare un approccio alla Morrissey, ma si può constatare come ci sia una certa differenza tra intenzioni e risultato) e "Consciousness Beyond...". A seguire, "S7" è un brano palesemente influenzato dai Dream Theater (anche troppo...), mentre più particolare si rivela "Dream Dealer", con una chitarra dal riff quasi hendrixiano, che conferisce un tocco vintage al brano. Più heavy e diretto (ma con extreme vocals) "Doppelganger", mentre nel finale davvero i Majesty of Revival si sbizzarriscono: la title-track, infatti, è una bellissima traccia dove la band cambia spesso tema, riuscendo ad inserire soluzioni davvero diverse, tanto che si possono ritrovare passaggi power metal stile Blind Guardian o altri addirittura industrial. La conclusiva "Bury me" è poi quasi un divertissement, dove la band gioca con le voci e con motivetti divertenti, con risultati comunque assolutamente credibili. In conclusione, non possiamo dire che "Timeless" sia un capolavoro nè una delle più convincenti uscite prog dell'anno, però bisogna riconoscere come sia un disco senz'altro valido, che alterna tuttavia cose abbastanza scontate con altre assolutamente geniali. Un album dunque non imprescindibile ma comunque decisamente interessante, che non merita di passare inosservato.

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