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Una buona prova per i francesi Gohrgone con questo loro terzo album Una buona prova per i francesi Gohrgone con questo loro terzo album Hot

Una buona prova per i francesi Gohrgone con questo loro terzo album

recensioni

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titolo
In Oculis
etichetta
Autoproduzione
Anno

PROVENIENZA: Francia 

GENERE: Blackened Death Metal 

FFO: Job for a Cowboy, Deicide, Angelcorpse, Empyreal 

LINE UP: 
Thomas Lord Noué - vocals 
Eddy Pelletier - guitars 
Johan Bijaoui - guitars 
Olivier Le Lin Morgan - bass 
Chris Lacombe - drums 

TRACKLIST: 
1. Acrisios Banishes [00:44] 
2. The Chosen One [03:51] 
3. Insanus Creatura [04:43] 
4. Weak Ones Deceived [04:39] 
5. In Oculis [02:09] 
6. The Executioner of Medusa [04:16] 
7. Deprivation of Self [05:34] 
8. Opportunity King [03:01] 
9. The Prophecy [04:07] 
10. Head om the Aegis [02:57] 

Running time: 36:01 

opinioni autore

 
Una buona prova per i francesi Gohrgone con questo loro terzo album 2019-07-30 15:17:36 Daniele Ogre
voto 
 
3.5
Opinione inserita da Daniele Ogre    30 Luglio, 2019
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Nati come band Deathcore, cambiano totalmente stile intorno alla metà di questo decennio i francesi Gohrgone, che passano al Blackened Death con l'album "Finis Ixion" del 2016, in concomitanza con la fuoriuscita dalla band di cantante e chitarrista, sostituiti da quelli che sono gli attuali titolari dei ruoli. Con tematiche improntate sulla mitologia greco-romana, "In Oculis" è il terzo album per la band parigina, primo dopo la morte del chitarrista Ben - il cui posto è stato preso da Johan Bijaoui -. Quello che si nota subito dall'ascolto di "In Oculis" è che una certa componente moderna è comunque rimasta nel sound dei Gohrgone, con riferimenti che fanno pensare da subito ai primi Job for a Cowboy, mentre nei momenti di maggior spinta le influenze si spostano verso Deicide ed Angelcorpse. Risultato di questo mix è un album che si lascia ascoltare con estrema facilità grazie alla buona varietà di soluzioni riscontrabili. Il songwriting del combo transalpino è infatti cangiante, con un continuo susseguirsi di parti più marcatamente Black/Death e fraseggi dal sapore più moderno senza che però scadano nel più pacchiano e commerciale Deathcore. Grosso merito dei nostri è quello di saper tenere sempre alta la tensione grazie a brani estremamente funzionali a cui si aggiungono quei 2-3 pezzi che sanno come colpire l'ascoltatore: e mi riferisco ai singoli "The Chosen One" e "Weak Ones Deceived" - quest'ultimo quello che più mi ha colpito dell'intero lotto - ed a "Deprivation of Self", che per certi versi può ricordare "The Divine Falsehood" dei JFAC.
Fa specie che "In Oculis" sia un lavoro uscito autoprodotto, visto che gruppi bel al di sotto delle potenzialità dei Gohrgone sono sotto contratto. Ma tant'è e la band francese ci offre un buon lavoro che saprà suscitare l'interesse sia degli amanti del Blackened Death nel senso più stretto sia degli amanti dell'Extreme Metal dalle tinte moderne.

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