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Per i fans del vecchio Death svedese, il debutto esplosivo dei nostrani Ontborg Per i fans del vecchio Death svedese, il debutto esplosivo dei nostrani Ontborg Hot

Per i fans del vecchio Death svedese, il debutto esplosivo dei nostrani Ontborg

recensioni

gruppo
titolo
Within the Depths of Oblivion
etichetta
Autoproduzione
Anno

PROVENIENZA: Italia 

GENERE: Death Metal 

FFO: Dismember, Grave, Bloodbath, Necrophobic 

LINE UP: 
Lukas Flarer - vocals, guitars 
Florian Reiner - guitars 
Harald Klenk - bass 
Christoph Flarer - drums 

TRACKLIST: 
1. Living is a Torture [03:15] 
2. Within the Depths of Oblivion [03:56] 
3. Entwined in Darkness [05:45] 
4. A Storm Breaks the Silence [05:08] 
5. This Time [05:33] 
6. Die to Be Alive [03:12] 
7. Snow of Lethe [07:21] 
8. No Memories Beyond [04:21] 
9. The Long Awaited Winter [05:10] 
10. Black Garden [05:58] 

Running time: 49:39 

opinioni autore

 
Per i fans del vecchio Death svedese, il debutto esplosivo dei nostrani Ontborg 2019-07-30 16:49:22 Daniele Ogre
voto 
 
4.5
Opinione inserita da Daniele Ogre    30 Luglio, 2019
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Nati dalle ceneri dei Voices of Decay e con membri/ex-membri dei Graveworm, debuttano con l'autoprodotto "Within the Depths of Oblivion" i trentini Ontborg, band che detto in tutta sincerità: non si sapesse che sono italiani, si potrebbe benissimo pensare possano essere uno di quei classici gruppi Death Metal di Stoccolma. "Within the Depths..." è un debut album che lascia il segno: pur non brillando per originalità, infatti, gli Ontborg riescono a dare una sorta di ventata di freschezza ad un genere che sta subendo un massiccio revival negli ultimi tempi, grazie soprattutto ad una massiccia dose di personalità. Il quartetto di Merano prende a piene mani dal Death Metal di Stoccolma, con le sue classiche chitarre 'a motosega' ammantate di melodie taglienti, senza che però sembrino l'ennesimo clone di Dismember (la band che comunque ha maggiormente influenzato i nostri) o Grave e riuscendo a dare anche ampio spazio a fraseggi Melodic Black sempre della scuola svedese. Le clamorose "Entwined in Darkness" e "This Time", la terremotante "A Storm Breaks the Silence" con le sue melodie accattivanti, la più elaborata ma pur sempre tagliente "Snow of Lethe", quel nero gioiello che è "Die to Be Alive", tutti questi ottimi brani, così come tutti i restanti, sono sì da un lato un omaggio alla scena estrema svedese della prima metà degli anni '90, ma il tutto è suonato con tale passione e personalità che, come si diceva, siamo ben lontani dal pensare che gli Ontborg siano l'ennesimo gruppo che semplicemente cavalca l'onda del revival, pur avvalendosi tra l'altro, per l'artwork, di un artista che col proprio lavoro ha contribuito alle fortune di decine e decine di gruppi: Juanjo Castellano.
Tirando le somme: non aspettatevi assolutamente nulla di nuovo dagli Ontborg, ma allo stesso tempo aspettatevi qualcosa di molto diverso dalla solita solfa che imperversa negli ultimi periodi - per inciso, non che mi dispiaccia visto che questi sono il genere e lo stile che preferisco in assoluto -. "Within the Depths of Oblivion" si candida in maniera più che seria ad essere tra le più incredibili sorprese nell'ambito dell'old school Swedish Death per quest'annata e gli Ontborg sono già da considerarsi senza dubbio alcuno la new sensation del genere: da tenere assolutamente d'occhio!

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