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Quattordicesimo album in casa Destruction: il thrash è tornato! Quattordicesimo album in casa Destruction: il thrash è tornato!

Quattordicesimo album in casa Destruction: il thrash è tornato!

recensioni

titolo
Born To Perish
etichetta
Nuclear Blast
Anno

Tracklist:

  • 1. Born To Perish 5:20
  • 2. Inspired By Death 4:16
  • 3. Betrayal 4:05
  • 4. Rotten 4:49
  • 5. Filthy Wealth 4:01
  • 6. Butchered For Life 6:43
  • 7. Tyrants Of The Netherworld 3:40
  • 8. We Breed Evil 5:16
  • 9. Fatal Flight 17 4:27
  • 10. Ratcatcher 4:02

Line-up:

  • Schmier | Bass
    Mike | Guitar
    Damir | Guitar
    Randy | Drums

opinioni autore

 
Quattordicesimo album in casa Destruction: il thrash è tornato! 2019-08-09 18:16:16 Luigi Macera Mascitelli
voto 
 
4.0
Opinione inserita da Luigi Macera Mascitelli    09 Agosto, 2019
Ultimo aggiornamento: 09 Agosto, 2019
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Eh beh ragazzi, penso che non servano presentazioni per la band che siede sull'Olimpo del thrash tedesco al fianco dei Kreator e dei Sodom. Finalmente il giorno è arrivato: oggi esce il quattordicesimo album dei leggendari Destruction. Signori, vi presento "Born To Perish"!
Attesissimo dal sottoscritto, il quale -permettetemi di vantarmi- lo ha in anticipo già da un po', si rivela esattamente per quello che è: un album dei Destruction; e basta questo a dargli un voto alto.
Annunciato dalla traccia omonima pubblicata su YouTube, tutto il lavoro in questione si presenta tiratissimo da inizio a fine per un totale di dieci tracce che vi prenderanno a martellate sulla faccia senza pietà. Ma andiamo un attimo con ordine, perché di cose da dire ce ne sono e non voglio dilungarmi troppo nei convenevoli. So, let's begin!

Innanzitutto vorrei parlarvi della prima novità che questo "Born To Perish" porta con sé: il cambio di line-up che vede la dipartita del batterista Vaaver, sostituito dal canadese Randy Black, e,udite udite, l'aggiunta di una seconda chitarra che risponde a nome di Damir Eskić. Sì, avete letto bene. Sorge subito spontanea la domanda: con questa premessa, come suona il disco? Beh, penso abbiate già capito che ci troviamo di fronte ad una bestia assetata di sangue in grado di tirare fuori un thrash metal colossale, potente e tellurico totalmente impregnato di quell'energia che Schmier e soci tirano fuori da 37 (TRENTASETTE, non so semi spiego) anni!
Come dichiarato dallo stesso vocalist nell'intervista via Skype -che, tra l'altro, vi invito ad andare a leggere nell'apposita sezione "interviste"- "Born To Perish" nasce con l'intento di essere un prodotto di impatto da inizio a fine, tirato e diretto come un pugno in faccia. Insomma, il motto è stato: picchiare forte senza pausa. Risultato raggiunto? Eccome, tranne per una piccola svista nella traccia "Butchered For Life" che ho trovato noiosa e con poca grinta, quasi non volesse partire. Poco importa, ci sono altri nove inni alla cattiveria a risollevare le sorti dell'album.
Partiamo con la furiosa traccia omonima che, con una intro terzinata in stile "Bleed" dei Meshuggah, fa da apripista alla mattanza: veloce, martellante e potente, riesce a darci un prodotto fresco e genuino che, contemporaneamente, non snatura affatto quanto fatto fino ad ora in casa Destruction. È sempre un piacere poter sentire la voce di Schmier che prende a calci lo scorrere del tempo con i suoi inconfondibili acuti. Ottimo il lavoro di Randy dietro le pelli che conferma il suo talento con dei passaggi efficaci e studiati. Altrettanto convincente è la chitarra di Damir in grado di regalarci degli assoli melodici e squillanti che ben si incastrano con il groove delle tracce. Inutile starlo a dire: Mike e Marcel sanno scegliere con cura i loro colleghi.
Si prosegue con "Inspired By Death", caricata come una molla e pronta ad esplodere. In live farà la sua figura, statene certi! La successiva e cattivissima "Betrayal" riesce ad incarnare quello che da sempre è un marchio di fabbrica del mostro tedesco: sonorità oscure, riff taglienti e abrasivi come carta vetrata e un assolo pungente e glaciale. La mia traccia preferita ad essere sinceri. Segue la combo "Rotten" e "Filthy Wealth", due tracce quasi agli antipodi che ci sbattono in faccia un marcato influsso heavy metal l'una ed un approccio quasi prog e più vario l'altra. Entrambi ottimi pezzi che ben ci fanno capire l'intento di Schmier e Mike: cercare quel "quid" che possa far fare l'ulteriore salto ad una band che macina thrash metal dal 1985. Non è un compito facile e "Born To Perish", nel bene e nel male, riesce in parte nell'intento proponendo sì un prodotto per certi aspetti più diretto del precedente "Under Attack" (2016), ma c'è comunque quel non osare di più che si respira durante l'ascolto. Magari questo quattordicesimo album funge da giro di boa? Forse il cambio di rotta vuole essere studiato e non repentino? Chi lo sa. Sta di fatto che non ci troviamo di fronte ad un capolavoro da rimanerci a bocca aperta, e forse ciò è dovuto in parte dal tipo di linea compositiva che i Destruction hanno da sempre: una via piuttosto stretta che facilmente potrebbe sfociare nella ripetitività o comunque nella poca originalità. E qui torniamo al discorso di poc'anzi: siamo di fronte a quel tentativo di dare più aria e spazio alle proprie produzioni? Solo il futuro ce lo dirà.
Intanto godetevi queste dieci tracce che sicuramente, per citare il buon Schmier nell'intervista, vi prenderanno a calci nel culo!

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