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Incandescence, da Montreal un altro imperdibile album per questo 2019! Incandescence, da Montreal un altro imperdibile album per questo 2019! Hot

Incandescence, da Montreal un altro imperdibile album per questo 2019!

recensioni

titolo
Ascension
etichetta
Return To Analog
Anno

Tracklist:

1. Autodafé

2. Torrent of Thoughts

3. Rebirth

4. Tomb Made of Flesh

5. Passerelles

6. Above All 

7. The Ashes Are Falling

8. Décrépitude de l'âme

opinioni autore

 
Incandescence, da Montreal un altro imperdibile album per questo 2019! 2019-08-11 18:51:17 Rob M
voto 
 
5.0
Opinione inserita da Rob M    11 Agosto, 2019
Ultimo aggiornamento: 12 Agosto, 2019
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Gli Incandescence han abbandonato il face painting ed hanno sfornato un lavoro avvolto da un alone di mistero. In primis la band, quasi sconosciuta, se non ai veri cultori dell'underground internazionale piú profondo, risulta essere una band "nuova" per il pubblico italiano e che, in parte, ha poco a che vedere con le sue precedenti incarnazioni, sia a livello di immagine, che a livello di qualitá (vedi la differenza palpabile tra questo nuovo disco ed il precedente album del 2016 "Les Ténèbres Murmurent Mon Nom"). In secondo luogo la label che ha dato alle stampe questo disco, la Return To Analog, che sembra non dare sufficiente spazio a questo progetto a livello di promozione sulla propria pagina web, né tanto meno a livello di formato là dove il disco é stato stampato in CD da una label che, a suo dire, stamperebbe solo o quasi in vinile.
Ora, presentati band e label, da dove iniziare? "Ascension" é un disco che ha tanto da presentare nonostante, spesso e volentieri, i nostri usino riffs lineari per raggiungere momenti abbastanza complessi. Se con i primi due capitoli del disco i nostri son abili nel presentare un progetto violento, eppure a suo modo atmosferico, con il loro terzo monolite "Rebirth" la band mostra quasi il meglio di sé, con un brano intenso ed abrasivo che mette in chiaro il lato sperimentale della musica con evoluzioni costanti ed un incessante riscoprirsi, aprendo le porte su un lavoro piú "evoluto". Nel suo procedere, il duo di Montreal, riesce a mettersi in mostra con canzoni annichilenti, eppur studiate alla perfezione, a momenti dissonanti ed, in certi frangenti, alieni al genere di base che permea tutte le composizioni.
Il lavoro di batteria immenso, accompagnato da un riffing capace di viaggiare tra gli opposti del mondo estremo, riescon a creare la cornice perfetta per una prestazione vocale interessante, che non osa eccessivamente, ma che anzi si fa forte di una prestazione comunque sopra le righe sia nei momenti di scream, che in quelli di growl.
Il basso é forse lo strumento che non riesce ad ergersi come gli altri ma che, senza timore, dà forza alle strutture elaborate che la band propone minuto dopo minuto.
Alcune volte i nostri si perdon in momenti dal gusto moderno e non necessariamente black metal, come nel caso di "Passerelles", in altri si fan forti di un violenza contorta eppur melodica, come nel caso della successiva "Above All".
Nel loro cambio di marcia continuo, tra mutamenti improvvisi e follia feroce, gli Incandescence sfornano un disco in cui non posso trovare nessuna pecca. Il tutto é confezionato con una classe che ha un'anima sua e che non ha bisogno di rifarsi a nomi piú o meno noti, perché la sua anima possa impossessarsi di chiunque abbia il piacere di ascoltare questo piccolo capolavoro.
Gli ultimi due capitoli del disco mostrano un progetto che ha le palle per dire la sua e per sfornare un lavoro davvero ottimo che, come giá detto, non si nasconde dietro volti piú conosciuti, ma che brilla raggiante di luce propria.
Un altro hot-album per questo 2019 che innalza la band in questione verso l'olimpo del metal estremo moderno! Una voce a suo modo fuori dal coro che meriterebbe molte piú attenzioni a livello mondiale.

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