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E' convincente il debutto dei francesi Dreamslave E' convincente il debutto dei francesi Dreamslave Hot

E' convincente il debutto dei francesi Dreamslave

recensioni

titolo
“Rest in phantasy”
etichetta
Massacre Records
Anno

 

TRACKLIST:

01. Join the phantasy (Ouverture)

02. The dark crusade

03. Masquerade

04. End of innocence

05. Voices of the depths (Interlude)

06. Torments

07. Doomsday

08. Wishes of tevenge

09. Angel requiem (Feat. Najib Maftah)

10. Pirate's anthem

11. The Vinland saga

12. Eternitears

 

 

LINE-UP

Elegy Emma - Vocals

Peter Gothilainen – Keyboards & Vocals

Nils Orka - Guitars

Sajih Bou Dargham - Bass

Quent Noizet - Drums

opinioni autore

 
E' convincente il debutto dei francesi Dreamslave 2019-08-17 15:17:35 Ninni Cangiano
voto 
 
3.5
Opinione inserita da Ninni Cangiano    17 Agosto, 2019
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Il compito del recensore spesso non è semplice; alcune volte, infatti, i primi ascolti possono essere ingannevoli e portarti quindi ad un risultato finale errato; è stato il caso per il sottoscritto di “Rest in phantasy”, debut album dei francesi Dreamslave, uscito originariamente come autoproduzione nel 2015 e ristampato da Massacre Records a giugno 2019 (che ci ha proposto la recensione). Dopo i primi brani, indubbiamente interessanti, finivo sempre per pensare: “il solito female fronted symphonic metal”, “la solita cantante lirica”, “l’immancabile e scontatissima seconda voce maschile in growling”, arrivando a distrarmi, con la musica che scorreva via senza lasciarmi nulla e senza destare la mia attenzione. Da qui ad un voto insufficiente il passo era breve. Fin quando poi mi sono messo con pazienza ed attenzione all’ennesimo ascolto, scoprendo che non solo i primi pezzi sono validi in questo disco, ma ce ne sono parecchi. Certamente, se tutti i brani fossero al livello di “The dark crusade” parleremmo di un capolavoro (brano che con una voce maschile alla Conti o Lione sarebbe una bomba!); indubbiamente la voce in growling è alquanto banale e starebbe meglio una con uno stile pulito, magari baritonale (chi ha detto SinHeresY?) o addirittura da basso (una rarità assoluta nel metal!); altrettanto indubbiamente quando Elevy Emma si lascia andare a virtuosismi lirici rischia di diventare stucchevole; tutto sommato, però, questo disco non merita assolutamente una bocciatura, soprattutto tenendo presente che si tratta di un debut album nel quale, di conseguenza, è tollerabile una certa inesperienza. A livello di songwriting siamo già a buon punto, dato che tutti i pezzi sono concisi e mai “esagerati” (nei limiti consentiti dall’uso di una voce lirica) o prolissi e questa è l’ennesima freccia all’arco dei Dreamslave. “Rest in phantasy” è quindi un disco sicuramente valido, gradevole da ascoltare, anche se non di semplicissima assimilazione; attendo i Dreamslave alla prova del secondo album, con la certezza di avere davanti un gruppo dalle ottime potenzialità!

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