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C'è molto da lavorare per i Rot Schimmel C'è molto da lavorare per i Rot Schimmel Hot

C'è molto da lavorare per i Rot Schimmel

recensioni

titolo
“Singing with the moon”
etichetta
Autoproduzione
Anno

 

TRACKLIST:

1.      Arabian aenigma

2.      Whi don’t you?

3.      Let me grow(l)

4.      Still waiting

5.      Revenge

6.      Legend

7.      Silence

8.      Singing with the moon

9.      Lullaby

10.  Evil punisher

11.  Nel buio del silenzio

 

 

LINE-UP:

Gina Pitarella –vocals

Giulio Flavio Stile – guitars, bass, keyboards, backing vocals

Gianluca Loschiavo – bass

Hidetoshi Nofumo - drums

opinioni autore

 
C'è molto da lavorare per i Rot Schimmel 2019-08-17 16:02:01 Ninni Cangiano
voto 
 
1.0
Opinione inserita da Ninni Cangiano    17 Agosto, 2019
Ultimo aggiornamento: 18 Agosto, 2019
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Quando la produzione fa la differenza, ma terribilmente in negativo! E’ questo il caso del debutto dei nostri connazionali Rot Schimmel, con il loro “Singing with the moon”. Già l’artwork lascia alquanto a desiderare, segno che non si è voluto investire su quello che, lo si voglia o no, rappresenta comunque un primo biglietto da visita, quanto meno a livello visivo. Ma il problema principale (non l’unico purtroppo) di questo disco è la produzione che lascia decisamente a desiderare, con volumi squilibrati, la voce della discreta Gina Pitarella (meglio quando non si lascia andare ai liricismi!) che sovrasta tutto in maniera finanche fastidiosa ed un impasto sonoro in cui si fa fatica a distinguere i vari strumenti (la batteria mi faceva davvero male al cuore per come era registrata male!). Tra le influenze del compositore Giulio Flavio Stile (si occupa lui delle musiche), leggo Avantasia, Dream Theather, Nightwish e Death... mi aspettavo qualcosa di particolare, ma mi sono ritrovato un canonico female fronted melodic metal, con qualche tocco progressive-power, che non fa dell’originalità una delle proprie caratteristiche peculiari. Un altro problema di questo disco sta nella prolissità dei pezzi, il cui ascolto è tutt’altro che semplice, non solo per le problematiche di registrazione (abbastanza “casereccia” se mi passate il termine), ma anche per il fatto che sono alquanto contorte e poco “lineari”; alle volte puntare sulla semplicità può essere invece una carta vincente! Trattandosi di un esordio, ci può stare una voglia di strafare su cui si può anche soprassedere, a patto che per il futuro ci sia maggiore attenzione al songwriting, in modo da renderlo più fruibile e coinvolgente, evitando minutaggi elevati ed esagerati, come invece spesso qui è accaduto. Ho fatto davvero fatica ad ascoltare ripetutamente questo disco che supera l’ora di durata, ma è compito del recensore cercare anche lati positivi laddove pare invece non ce ne siano. A favore di questa band c’è da dire che vi è una certa teatralità che, se utilizzata meglio, potrebbe anche servire per rendere più affascinante il sound in futuro. C’è ancora tanto, tantissimo da lavorare per i Rot Schimmel; in primis sarà fondamentale la prossima volta investire sulla produzione, magari affidandosi per le registrazioni a dei professionisti del settore; meglio uscire più tardi con un prodotto di qualità, piuttosto che presentarlo in questa maniera qua, ai limiti dell’inascoltabile; non siamo più negli anni ’80/’90 quando i demo suonavano a questo modo. Maggiore attenzione servirà anche nel songwriting per renderlo più coinvolgente ed appetibile (mi è sembrato un po’ troppo freddo), ma soprattutto più semplice da ascoltare. A livello tecnico io non sono in grado di dare lezioni, ma mi sembra che comunque i vari musicisti abbiano delle buone potenzialità. Non mi resta che augurare buona fortuna a questi ragazzi, certo che in futuro non ripeteranno gli stessi macroscopici errori commessi in questo “Singing with the moon”.

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