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Il primo disco degli Hatriot senza Steve "Zetro" Souza Il primo disco degli Hatriot senza Steve "Zetro" Souza Hot

Il primo disco degli Hatriot senza Steve "Zetro" Souza

recensioni

gruppo
titolo
"From days unto darkness”
etichetta
Massacre Records
Anno

 

TRACKLIST:

1. One less hell

2. Daze into darkness

3. Carnival of execution

4. Organic remains

5. World, flesh & devil

6. Frankenstein must be destroyed

7. In the mind of the mad

8. Delete

9. Ethereal nightmare

 

 

LINE-UP

Cody Souza - Lead Vocals / Bass

Kosta Varvatakis - Lead Guitars / Vocals

Kevin Paterson - Guitar / Vocals

Nick Souza - Drums

opinioni autore

 
Il primo disco degli Hatriot senza Steve "Zetro" Souza 2019-08-18 17:41:03 Ninni Cangiano
voto 
 
3.0
Opinione inserita da Ninni Cangiano    18 Agosto, 2019
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Uscito dalla formazione il mitico Steve “Zetro” Souza, ero curioso di sapere cosa avrebbero combinato i suoi figli Cody e Nick con i loro Hatriot; il risultato è questo “From days unto darkness”, uscito a fine luglio per Massacre Records. Sono passati 5 anni dal valido “Dawn of the new centurion”, Kevin Paterson ha preso il posto di J.C. Justin Cole alla seconda chitarra e Cody Souza ha preso il posto di suo padre come cantante, continuando ad occuparsi anche del basso. Quali sono i risultati? Cody imita pedissequamente lo stile del padre e lascio a voi giudicare se questo possa essere un pregio o un difetto; personalmente avrei preferito un po’ più di personalità e magari un approccio differente. Ogni tanto compaiono anche delle backing vocals in growling che contribuiscono ad incattivire il sound ed aumentare l’impatto già abbastanza notevole di per sé stesso. “From days unto darkness” è composto da 9 pezzi di furioso e roccioso thrash, sempre ispirato alla mitica Bay-Area californiana, ma comunque con una produzione moderna, ricca anche di groove. Più della metà dei pezzi hanno durate superiori ai 6 minuti e si presentano leggermente prolissi nel songwriting; in questo tipo di thrash apprezzo molto di più dei componimenti diretti ed efficaci ed il minutaggio elevato è spesso un problema. Non ci troviamo davanti al thrash più tecnico e contorto di gente come Anacrusis o Despair, dove è naturale che il minutaggio dei pezzi salga ed il songwriting non sia semplice; qui abbiamo davanti un approccio più “in your face” e sarebbe stato meglio se i singoli componimenti fossero stati più concisi ed efficaci. L’ascolto è comunque gradevole ed i vari brani hanno un’energia non indifferente; gli Hatriot dimostrano in questo disco di avere le potenzialità per proseguire il loro cammino autonomamente, senza l’ombra ingombrante di Steve Souza; mi auguro quindi di ascoltare da loro ancora di meglio in futuro.

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