A+ A A-
 

I polacchi Mgła toccano una delle vette più alte del black metal odierno I polacchi Mgła toccano una delle vette più alte del black metal odierno

I polacchi Mgła toccano una delle vette più alte del black metal odierno

recensioni

gruppo
titolo
Age Of Excuse
etichetta
Northern Heritage
Anno

Tracklist:

  • 1.Age of Excuse I
  • 2.Age of Excuse II
  • 3.Age of Excuse III
  • 4.Age of Excuse IV
  • 5.Age of Excuse V
  • 6.Age of Excuse VI

Line-up:

M. - Vocals, Guitars, Bass

Darkside - Drums

opinioni autore

 
I polacchi Mgła toccano una delle vette più alte del black metal odierno 2019-09-08 16:21:08 Luigi Macera Mascitelli
voto 
 
5.0
Opinione inserita da Luigi Macera Mascitelli    08 Settembre, 2019
Ultimo aggiornamento: 08 Settembre, 2019
Top 50 Opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Freddi, cupi, oscuri, commoventi ed eleganti. Questi gli aggettivi per tentare di descrivere le infinite sensazioni che il duo polacco Mgła (pronouncia: "mgwah") riesce ad evocare da vent'anni a questa parte. Un black metal diverso dagli altri, in grado di strappare l'anima dell'ascoltatore e gettarla nel vuoto più buio, in una morsa gelida e tetra dalla quale non c'è via di scampo. Quello raccontato dalla loro musica è un grido disperato che proviene dalle viscere della Terra, un apocalittico messaggio di morte e nichilismo che non lascia scampo ad un qualsivoglia sprazzo di luce. Tutto è nero, tutto muore, tutto brucia nella nera fiamma...
Con questa premessa sono orgoglioso di presentarvi "Age Of Excuses", quarto album dei Mgła venuto alla luce a distanza di quattro anni dal meraviglioso quanto spettacolare "Exercise In Futility" che consolidò ulteriormente M. e Darkside tra i big del panorama europeo e mondiale odierno. Oggi l'eleganza orrorifica del duo torna a mietere anime ancora una volta, a cominciare dalla bellissima e struggente copertina dell'album: uno spettrale cavaliere falcia chiunque gli si pari davanti. Tratteggiato con sole linee bianche su sfondo nero, l'artwork da solo è un portale verso la morte, un alito velenoso e macabro. Che il viaggio spettrale negli abissi abbia inizio!

Sorprende ogni volta come M. e Darkside riescano ad esercitare un potere quasi ipnotico nell'ascoltatore e qui ne abbiamo l'ulteriore conferma. I riff sono velocissimi, gelidi, oscuri ed estremamente ripetitivi, quasi andassero a pescare direttamente nei migliori lavori di Burzum. La musica riesce a prendere il totale sopravvento e lentamente, appena si mettono le cuffie alle orecchie, la realtà sparisce tutt'intorno ed una claustrofobica quanto elegante sensazione di vuoto si aggancia a noi.
Sono sei i brani di questo "Age Of Excuses", indicati, come da buon marchio di fabbrica, con il nome dell'album a cui segue un numero romano. 42 minuti in cui una scheletrica mano infligge colpi di mannaia, tra la voce spettacolare di M., in grado di evocare le paure più ancestrali dell'uomo, e l'ipnotica batteria di Darkside che, con brutale cattiveria, si lancia in un drumming tiratissimo e portato fino all'esasperazione.
Si inizia con il rumore dello fregamento dei denti di M.: fastidiosissimo quanto azzeccatissimo, è il perfetto prologo della sensazione che si proverà durante l'ascolto. Ma ecco che la chitarra inizia il suo canto velenoso e, come se si passasse dal giorno alla notte in un solo istante, l'atmosfera si fa mortifera, il ghiaccio emerge dal sottosuolo e l'ascoltatore si trova nell'orrore di un mondo ormai giunto alla fine. I brani penetrano nell'anima come un bisturi grazie al tipico sound gelido e mortifero ed un songwriting che fa della ripetizione il suo cavallo di battaglia: il riff principale viene portato all'estremo attraverso arpeggi e plettrate graffianti che si ripetono e giocano nella testa dell'ascoltatore. Con eleganza e cinica cattiveria, i polacchi riescono ancora una volta a gettarci nell'oscurità. Complice di tutto ciò, infine, sono i testi: se nel precedente "Exercises in Futility" l'uomo era al centro dell'attenzione, adesso sono il mondo in cui viviamo e la natura umana i protagonisti. Il messaggio è chiaro e non lascia spazio ad interpretazioni: siamo finiti, la storia ci ha giudicati inadatti a vivere in questo mondo e, come in un nietzscheano eterno ritorno, la ruota della vita compie il suo ultimo ciclo di annichilimento per poi iniziare di nuovo... "What has to be done, has to be done / The human nature is what it is / We cover our eyes in a call to arms / And turn one edge toward ourselves" ("Age Of Excuses VI").

Degno quanto logico successore dei lavori passati, Il nuovo album in casa M. e Darkside si rivela essere un capolavoro nel panorama black metal degli ultimi 15-20 anni, in grado di toccare le vette più alte del genere. Scevro di qualunque espediente che possa in qualche modo snaturare la primordiale natura del duo, "Age Of Excuse" si presenta freddissimo e primordiale ma con classe ed eleganza fuori dal comune. La lacrimuccia potrebbe farvela scappare se sarete in grado di ascoltare con il cuore.
Grazie.

Trovi utile questa opinione? 
00
Segnala questa recensione ad un moderatore
 

Recensione Utenti

Nessuna opinione inserita ancora. Scrivi tu la prima!

Per poter scrivere un commento ti devi autenticare o registrare
 
Powered by JReviews

releases

KXM: progressive ed un forte impatto moderno nel loro hard rock ricercato
Valutazione Autore
 
3.0
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Melodic hard rock esplosivo per questo ritorno dei The Defiants
Valutazione Autore
 
4.0
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
I palermitani Grevia sganciano una vera e propria bomba con un debut EP di rara potenza
Valutazione Autore
 
4.0
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Un ottimo album Swedish Death dalla Germania: seconda fatica per gli Endseeker
Valutazione Autore
 
4.0
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Demiurgon: Death Metal e decadenza umana
Valutazione Autore
 
4.0
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Secondo album nel giro di un anno per i danesi Baest... ed ancora non hanno nulla da dire
Valutazione Autore
 
2.5
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)

Autoproduzioni

Driving Force, dedizione tanta, sostanza un po' meno
Valutazione Autore
 
2.5
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Esordio per i Song Of Anhubis: quando il non investire ha le sue conseguenze!
Valutazione Autore
 
2.0
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Dialith, non la solita female fronted symphonic metal band!
Valutazione Autore
 
4.0
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Kairos: classico heavy metal dalla Svezia
Valutazione Autore
 
3.5
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Troppo generici e standard i nostrani Bonded By Hate
Valutazione Autore
 
2.5
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Che sorpresa i Mighty Thor!
Valutazione Autore
 
4.0
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)

partners

No tabs to display

allaroundmetal all rights reserved. - grafica e design by Andrea Dolzan

Login

Sign In

User Registration
or Annulla