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Dialith, non la solita female fronted symphonic metal band! Dialith, non la solita female fronted symphonic metal band! Hot

Dialith, non la solita female fronted symphonic metal band!

recensioni

gruppo
titolo
"Extinction six"
etichetta
Autoproduzione
Anno

 

TRACKLIST:

1.      Emergence (intro)

2.      The sound of your voice

3.      Where fire dwells

4.      Libra

5.      Break the cains

6.      Quiver of deception

7.      The river runs dry

8.      In every breath

9.      Catalyst

10.  The wraith

11.  Extinction six

 

 

 

LINE-UP:

Vocals: Krista Sion

Guitar: Alasdair Wallace Mackie

Bass: Mark Grey

Keyboards: Charles Woodruff

Drums: Cullen Mitchell

opinioni autore

 
Dialith, non la solita female fronted symphonic metal band! 2019-09-08 18:15:50 Ninni Cangiano
voto 
 
4.0
Opinione inserita da Ninni Cangiano    08 Settembre, 2019
Ultimo aggiornamento: 08 Settembre, 2019
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Quando ci è stato proposto di recensire il debut album degli americani Dialith devo ammettere di aver pensato: “ecco la solita female fronted symphonic metal band con una soprano, dal sound uguale a tutte le altre”. Detta sinceramente, da essere un fan di questo particolare genere di musica metal, comincio a stancarmene per via del sovraffollamento della proposta, derivante da una marea di bands troppo simili tra loro e spesso esageratamente stucchevoli. Per fortuna, anche mia che ho dovuto ascoltarmi più volte questo “Extinction six”, questo mio ragionamento non è applicabile alla band capitanata dalla brava Krista Sion! Il loro sound, infatti, pur prendendo chiaramente ispirazione dai nomi storici della scena, non è del tutto derivativo e soprattutto non è per niente stucchevole o noioso. Assieme al symphonic, c’è del power fatto bene e raramente si sfiora anche il melodic death, segno che il lavoro di songwriting è attento e ben fatto. Già dall’opener “The sound of your voice” gli americani mettono subito in chiaro le loro intenzioni con un sound aggressivo e ritmato e con un uso della voce non solo legato alla musica lirica. Saltando a pié pari l’inutilissima e fin troppo lunga intro, infatti, veniamo catapultati in un lavoro che non sa assolutamente di stantio, ma si presenta orecchiabile ed affascinante, oltre che coinvolgente, con musica che infonde energia e grinta. Tutti i musicisti sanno il fatto loro, anche se devo segnalare il lavoro dietro le pelli dell’ottimo Cullen Mitchell che picchia spesso come un fabbro; le orchestrazioni non sono mai invadenti o esagerate ed il lavoro di Charles Woodruff è indovinato, anche quando si scambia le parti soliste con il chitarrista Alasdair Wallace Mackie. Certo, c’è qualche brano che funziona meno degli altri (specie se il ritmo rallenta) e concludere con una suite di oltre 17 minuti non sempre scorrevole può essere un’arma a doppio taglio ma, trattandosi di un debut album, siamo comunque già su ottimi livelli. Sorprende che questo “Extinction six” sia autoprodotto, dato che spesso veniamo ammorbati dalle labels con immondizie musicali, mentre simili proposte meriterebbero maggior fortuna; mi auguro che adesso qualcuno si accorga di questi Dialith, perchè sono sicuramente degni di attenzione!

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