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Ostico per durata, ma con anche un'ottima esecuzione il debutto dei Rottendawn Ostico per durata, ma con anche un'ottima esecuzione il debutto dei Rottendawn

Ostico per durata, ma con anche un'ottima esecuzione il debutto dei Rottendawn

recensioni

titolo
Occult
etichetta
Saturnal Records
Anno

PROVENIENZA: Finlandia 

GENERE: Doom/Death Metal 

FFO: Unholy, Cathedral, Candlemass, Asphyx, My Dying Bride 

LINE UP: 
Pasi Äijö - vocals, bass 
Joni Halmetoja - guitars 
Make Mäkinen - guitars 
Mikael Arnkil - drums 

TRACKLIST: 
1. The Final Lament [08:29] 
2. Burn 'til Burial [07:53] 
3. Dusk Demons [06:50] 
4. Dawn Dwellers [09:20] 
5. Ode to Pjotr [00:56] 
6. Et Voi Taas Koullakaan [08:31] 
7. Zero Lives Left [09:16] 
8. Occult [10:36] 

Running time: 1:01:51

opinioni autore

 
Ostico per durata, ma con anche un'ottima esecuzione il debutto dei Rottendawn 2019-09-11 14:21:00 Daniele Ogre
voto 
 
3.5
Opinione inserita da Daniele Ogre    11 Settembre, 2019
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Con "Occult" segnano il loro debutto assoluto, tramite Saturnal Records, i finlandesi Rottendawn, progetto formato da musicisti decisamente veterani della scena finnica, a partire dal cantante/bassista Pasi Äijö (ex-Unholy) e dal batterista Mikael Arnkil (Impaled Nazarene, ex-Abhorrence). Proprio la presenza di Äijö risulta essere quasi fondamentale per lo svilupparsi del sound dei Rottendawn, ossia un Doom/Death in cui è possibile ritrovare facilmente echi degli Unholy stessi: tempi per lo più lenti ed oppressivi, atmosfere cupe e catacombali, con un sapiente uso anche di tastiere che riescono a dare ai Rottendawn anche un'impronta à la Cathedral o My Dying Bride. Uno stile che dunque ricalca in primis il Doom/Death di matrice britannica, ma i Nostri non si fanno nemmeno mancare rare ma incisive accelerate come nella seconda ottima traccia, "Burn 'til Burial", in cui fa capolino l'ombra degli Asphyx. Non pretendono assolutamente d'inventare nulla di nuovo i Rottendawn, restando fedeli a quelli che sono i dettami classici del genere e dello stile, riuscendo a 'giocare' con la scuola britannica e quella centro-europea dando vita a un album che, nonostante possa facilmente risultare duro da "digerire" per via di brani di una lunghezza ben sopra la media (per un totale che sfora l'ora), riesce ad essere decisamente interessante. Come detto la durata lunga dei brani può anche essere un boccone ostico da mandare giù, ma presi uno ad uno i brani che compongono "Occult" sono tutti di pregevolissima fattura, trovando il loro apice soprattutto, a nostro avviso, con "Dusk Demons" e "Dawn Dwellers".
Va dato atto ai Rottendawn di aver saputo tirare fuori un disco come "Occult" che saprà accontentare più frange di fans del Doom/Death: come vi dicevamo, nonostante una predominanza di 'stile britannico', Äijö e soci non disdegnano dare qualche rara scossa inoltrandosi in un sound più centro-europeo. Se riuscirete a superare l'osticità della durata complessiva dell'opera, allora potrete senz'altro trovare molto, molto interessante questo debutto targato Rottendawn.

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