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Ennesimo buon album per gli ateniesi Suicidal Angels, ma ancora non si può gridare al capolavoro Ennesimo buon album per gli ateniesi Suicidal Angels, ma ancora non si può gridare al capolavoro Hot

Ennesimo buon album per gli ateniesi Suicidal Angels, ma ancora non si può gridare al capolavoro

recensioni

titolo
Years of Aggression
etichetta
NoiseArt Records
Anno

Tracklist:

  • 1.Endless War 
  • 2.Born of Hate
  • 3.Years of Aggression
  • 4.Bloody Ground
  • 5.D.I.V.A
  • 6.From All the One
  • 7.Order of Death
  • 8.Τhe Roof of Rats
  • 9.The Sacred Dance with Chaos

Line-up:

  • Gus Drax - Guitars (lead)
  • Aggelos Lelikakis - Bass
  • Orpheas Tzortzopoulos - Drums
  • Nick Melissourgos - Vocals, Guitars

opinioni autore

 
Ennesimo buon album per gli ateniesi Suicidal Angels, ma ancora non si può gridare al capolavoro 2019-09-15 14:41:44 Luigi Macera Mascitelli
voto 
 
3.5
Opinione inserita da Luigi Macera Mascitelli    15 Settembre, 2019
Ultimo aggiornamento: 15 Settembre, 2019
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

I fan più incalliti del thrash metal old school come il sottoscritto, non possono non conoscere i greci Suicidal Angels. Attivi dal 2001 e con alle spalle sei album, gli ateniesi rientrano di diritto nella cerchia delle band di nuova generazione (quella post 2000 per intenderci) che cercano di rifarsi ai big del passato ma con un approccio più moderno. Un esempio fu l'ottimo "Dead Again" del 2010 -secondo me il loro fiore all'occhiello"- che consolidò il loro stile in un thrash ottantiano suonato a mestiere che risente molto del sound tedesco e quello di Araya e soci.
Oggi siamo qui per parlare del nuovissimo "Years Of Aggression", settimo album in casa Suicidal Angels e settimo buon lavoro per il quartettto. Già, buono ma non di più. Con un po' di amaro in bocca devo ammettere che ci troviamo di fronte all'ennesima prova di talento che, tuttavia, non aggiunge significativamente qualcosa in più rispetti ai lavori precedenti. Se consideriamo il penultimo "Division Of Blood" (2016) ecco che sembra di ascoltare lo stesso album: i pattern sono quelli, la struttura pure... un copia/incolla? Non voglio essere cattivo nel definire così "Years Of Aggresion", però è innegabile quel (forte) sapore di "già sentito".
Non fraintendetemi con queste parole. L'album mi è piaciuto parecchio e quella quarantina di minuti di sane mazzate ve la darà a occhi chiusi. Ottimo il lavoro svolto dalle chitarre, belle "zanzarose" e corrosive, così come la performance canora del buon Nick Melissourgos ricca di graffiante energia. Tuttavia non posso esimermi dal prendere una posizione oggettiva e sono costretto ad ammettere quanto detto sopra: un album valido, suonato a mestiere ma nulla di più. Un vero peccato se si considera anche il passato della band e l'enorme difetto che li accompagna almeno da un decennio: il non voler spingere di più sull'acceleratore. Ascoltando album quali "Bloodbath" (2012), "Divide and Conquer" (2014) e il succitato "Division Of Blood", ci si renderà conto di quanto ho appena detto: lavori buoni, seppur con qualità altalenante ( il penultimo sicuramente migliore degli altri due menzionati), tecnicamente validissimi e belli cafoni, ma poveri di quel quid che faccia gridare al capolavoro. Il risultato? L'ulteriore conferma del talento dei nostri amici ellenici ma nulla di più. Sarà per la prossima volta ancora una volta.

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