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Un ottimo album Swedish Death dalla Germania: seconda fatica per gli Endseeker Un ottimo album Swedish Death dalla Germania: seconda fatica per gli Endseeker

Un ottimo album Swedish Death dalla Germania: seconda fatica per gli Endseeker

recensioni

gruppo
titolo
The Harvest
etichetta
Metal Blade Records
Anno

PROVENIENZA: Germania 

GENERE: Death Metal 

FFO: Dismember, Grave, Bloodbath, Fleshcrawl, Revel in Flesh 

LINE UP: 
Lenny - vocals
Jury - guitars
Ben - guitars
Torsten - bass
Andre - drums 

TRACKLIST: 
1. Parasite [02:46] 
2. Pulse [03:49] 
3. Cure [03:52] =VIDEO= 
4. Spiritual Euphoria [04:22] =VIDEO= 
5. Whores of War [05:00] 
6. The Harvest [04:34] =VIDEO= 
7. Epitome of decadence [04:27] 
8. Immortalized [04:26] 
9. Vicious Devourer [05:06] 
10. Symphony of Destruction (Megadeth cover) [04:01] 

Running time: 42:23 

opinioni autore

 
Un ottimo album Swedish Death dalla Germania: seconda fatica per gli Endseeker 2019-09-16 14:45:59 Daniele Ogre
voto 
 
4.0
Opinione inserita da Daniele Ogre    16 Settembre, 2019
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Fondati nel 2014 dal chitarrista Jury e dal batterista Andre (entrambi ex-Agares, ex-Mephistopheles ed ex-Nayled), a cui si aggiungeranno poi il chitarrista Ben (ex-Buried in Black), il bassista Torsten (anche lui ex-Buried in Black) ed il cantante dei Devastator Lenny, i tedeschi Endseeker arrivano a pubblicare il loro secondo album - e debutto su Metal Blade - "The Harvest", a due anni di distanza dal debut album "Flesh Hammer Prophecy". Come specificato anche all'inizio delle info che accompagnano il disco, la band di Amburgo rappresenta il meglio dello Swedish Death Metal in terra teutonica, ed ascoltando questa loro seconda fatica si può essere sinceramente d'accordo seppur ex-aequo, a mio avviso, con i veterani Fleshcrawl. E' quindi un Death Metal dalla spiccatissima attitudine Rock'n'Roll ad accompagnarci per i 40 minuti circa di "The Harvest", album che ci mostra una band che non ci tiene minimamente a inventarsi nulla di nuovo, ma che comunque, a differenza ad esempio dei Baest, riesce a mettere in campo una fortissima dose di personalità. Dismember, Grave e Bloodbath sono chiarissime influenze degli Endseeker, così come i loro connazionali Fleshcrawl: nel momento esatto in cui si preme il tasto PLAY e partono le prime note di "Parasite" si sa già cosa sta per uscire dallo stereo, tra ritmiche serrate e riff rapidi e taglienti, inframezzati da ottimi rallentamenti letteralmente spaccacollo; brani come "Cure", "Spiritual Euphoria", l'elettrizzante "Whores of War" sono solo alcuni esempi della bontà della proposta degli Endseeker, autori di una prova maiuscola senza che vi sia un singolo calo di tensione, fino alla chicca conclusiva rappresentata da una buonissima cover dei Megadeth con "Symphony of Destruction".
Niente di nuovo sotto il sole insomma, ma va dato merito agli Endseeker di aver tirato fuori u album che suona potente e, a suo modo, passionale - nel senso di suonato con passione, of course -. Ottima la prova dei cinque musicisti - da collega mi è particolarmente piaciuto il cantato "tosto" di Lenny -, che aiutati da una produzione degna di tal nome opera del cantante/chitarrista dei Dark Age, Eike Freese, vanno a meritarsi ampiamente una promozione meritatissima grazie ad un album che scorre via che è un piacere.

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