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Quinto album per i nipponici Coffins ed il loro Doom/Death a 360° Quinto album per i nipponici Coffins ed il loro Doom/Death a 360°

Quinto album per i nipponici Coffins ed il loro Doom/Death a 360°

recensioni

gruppo
titolo
Beyond the Circular Demise
etichetta
Relapse Records
Anno

PROVENIENZA: Giappone 

GENERE: Doom/Death Metal 

FFO: Autopsy, Celtic Frost, Asphyx, Cianide, Grave 

LINE UP: 
Jun Tokita - vocals 
Uchino - guitars, vocals 
Masafumi Atake - bass, vocals 
Satoshi - drums 

TRACKLIST: 
1. Terminate by Own Prophecy [03:45] =ASCOLTA= 
2. The Tranquil End [05:16] 
3. Forgotten Cemetery [04:32] =ASCOLTA= 
4. Impuritious Minds [06:53] =ASCOLTA= 
5. Hour of Execution [04:56] 
6. Insane [04:35] 
7. Birth Postmortem [04:08] 
8. Gateways to Dystopia [08:54] 

Running time: 42:59 

opinioni autore

 
Quinto album per i nipponici Coffins ed il loro Doom/Death a 360° 2019-09-19 14:58:47 Daniele Ogre
voto 
 
3.5
Opinione inserita da Daniele Ogre    19 Settembre, 2019
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Per chi ascolta abitualmente questo genere, non si può non provare un profondo rispetto per Uchino, mastermind dei veterano del Doom/Death del Sol Levante, i Coffins. Sin dai loro esordi nel 1996, i Coffins hanno sempre mantenuto una linearità precisa per quanto riguarda il loro sound: innumerevoli split, cinque album - contando anche quest'ultimo "Beyond the Circular Demise" -, diversi EP, e si sa sempre cosa ci si dovrà aspettare. Anche questa loro quinta fatica su lunga distanza non fa assolutamente eccezione: i Coffins si muovono a 360° nell'ambito del Doom/Death, senza che però una singola volta risultino ripetitivi, merito questo, a mio avviso, dei tempi dilatati con cui Uchino e soci fanno uscire nuovo materiale - sono sei ad esempio gli anni che dividono "Beyond the Circular Demise" dal precedente "The Fleshland". Un sound in cui le influenze da sempre presenti sono quanto mai palesi: da riff "chiatti" e a loro modo pregni di marciume (Autopsy, Cianide), tempi pesanti, monolitici, a cui fanno il paio ottime accelerazioni (Asphyx, Celtic Frost, ma anche passaggi tipicamente Swedish à la Grave); questa è in sostanza la formula vincente dei Coffins, da sempre ciò che permette loro di riuscire, come detto, a non ripetersi o autocitarsi, grazie anche ad una personalità spiccata che consente al quartetto di Tokyo di non scopiazzare i gruppi da cui trae ispirazione.
"Beyond the Circular Demise" è un album che sa essere al contempo fedele ai canoni del genere proposto, ma anche molto vario: tra mazzate 'svedeseggianti' come l'opener "Terminate by Own Prophecy", o la 'asphyxiana' "Insane", o i mid-tempos granitici di "Impuritious Minds", o ancora l'imponente incipit della conclusiva "Gateways to Dystopia" che porta ad un brano dal sapore vagamente Stoner, il lavoro dei Coffins è uno di quelli di assaporare goccia per goccia, pezzo per pezzo, senza la minima pausa. Non è un caso insomma se, ad oggi, è impossibile trovare un lavoro brutto della band nipponica.

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