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Ottavo album per gli Ereb Altor, sempre nel nome di Quorthon Ottavo album per gli Ereb Altor, sempre nel nome di Quorthon

Ottavo album per gli Ereb Altor, sempre nel nome di Quorthon

recensioni

titolo
Järtecken
etichetta
Hammerheart Records
Anno

PROVENIENZA: Svezia 

GENERE: Viking/Black Metal 

FFO: Bathory, Enslaved, Falkenbach, Primordial 

LINE UP: 
Mats - vocals, guitars, keyboards 
Ragnar - guitars, vocals 
Mikael - bass, vocals 
Tord - drums 

TRACKLIST: 
1. Avgudadyrkans Väg [04:55] 
2. Queen of All Seas [08:08] =ASCOLTA= 
3. Alliance in Blood [04:25] 
4. Chained [03:20] 
5. My Demon Inside [06:08] 
6. Prepare for War [03:05] =ASCOLTA= 
7. Hvergelmir [08:41] 
8. With Fire in my Heart... [07:04] =VIDEO= 
9. ...and Blood on my Hand [01:50] 

Running time: 47:36 

opinioni autore

 
Ottavo album per gli Ereb Altor, sempre nel nome di Quorthon 2019-09-19 17:06:10 Daniele Ogre
voto 
 
3.5
Opinione inserita da Daniele Ogre    19 Settembre, 2019
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

La storia degli Ereb Altor parte da molto lontano, più precisamente dal 1991, anno in cui Crister Olsson (Mats) e Daniel Bryntse (Ragnar) fondano i Forlorn, band Epic Doom fortemente influenzata da Bathory; nel 2003 i Forlorn diventano gli Isole, sempre guidati da Olsson e Bryntse, ma nel contempo i due, prendendo i nomi Mats e Ragnar, fondano anche gli Ereb Altor, che da quel momento rappresenteranno l'anima Viking dei fu Forlorn. Da allora di acqua ne è passata sotto i ponti ed oggi, dopo aver rilasciato il nuovo album degli Isole "Dystopia", Mats e Ragnar lanciano anche l'ottavo disco di casa Ereb Altor, "Järtecken". Per quanto sia una band che ha decisamente il suo fascino, agli Ereb Altor è stato sempre imputato di vivere troppo nell'ombra (ingombrante) di Quorthon e dei suoi Bathory, cosa che si è ripetuta di album in album, senza mai saltarne uno. Solo nel 2017, con "Ulfven", il quartetto di Gävle ha cominciato ad indurire maggiormente il proprio sound dando maggior spessore al comparto "Blackened" del proprio sound, riuscendo quindi, almeno in una piccola parte, a spostarsi dall'ingombrante ombra di cui sopra. Ma appunto, solo in parte, ed anche con "Järtecken" i Bathory restano lo sfondo di quanto gli Ereb Altor propongono. E da un lato possiamo affermare che questo è un vero peccato, visto che in "Järtecken" i Nostri riescono a mettere sul piatto tra i migliori brani della loro carriera come la doppietta iniziale formata da "Avgudadyrkans Väg" e dalla bellissima "Queen of All Seas", brano che come scritto nelle info che accompagnano il promo "farà sicuramente sorridere Quorthon lassù nel Valhalla" (e su questo non abbiamo alcun dubbio). Ma oltre le due succitate, in questa nuova fatica gli Ereb Altor tirano fuori quello che ad oggi è probabilmente il loro brano più diretto e violento mai scritto: quella "Prepare for War" scelto come terzo singolo e che è a tutti gli effetti un pezzo puramente Viking/Black in cui la band svedese si spinge verso i più inquieti lidi degli Enslaved; sulla stessa falsariga troviamo la ritmata "Alliance in Blood", in cui Mats gioca con il dualismo vocale scream/clean, e la seguente "Chained".
Personalmente, credo che è da qui che gli Ereb Altor debbano ripartire: dai brani più tirati e dal flavour Blackened come gli ultimi tre citati, piuttosto che "My Demon Inside". Dopo otto album in cui hanno sostanzialmente proseguito pedissequamente il percorso del leggendario Quorthon, quella del Blackened Viking può essere la strada giusta per poter cominciare - dopo otto album, ripetiamo - a camminare sulle proprie gambe e con le proprie forze. In "Järtecken" questo lato degli Ereb Altor ha maggior rilievo e rappresenta, almeno secondo chi vi scrive, i momenti più interessanti di quest'album.

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