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Alcune cose non funzionano a dovere nel debut di Christopher Vizcarra Alcune cose non funzionano a dovere nel debut di Christopher Vizcarra

Alcune cose non funzionano a dovere nel debut di Christopher Vizcarra

recensioni

titolo
“Reins of victory”
etichetta
Bentley Records
Anno

 

LINE-UP:

Christopher Vizcarra – all instruments

 

 

TRACKLIST:

1. Onwards to victory

2. A dragons heart

3. Across the seas

4. Swords & wands up high

5. Glorius furry (2016 first single)

6. Chariots of fire (2017 second single)

7. Carlee love

8. Price of love

opinioni autore

 
Alcune cose non funzionano a dovere nel debut di Christopher Vizcarra 2019-09-22 16:59:17 Ninni Cangiano
voto 
 
2.0
Opinione inserita da Ninni Cangiano    22 Settembre, 2019
Ultimo aggiornamento: 22 Settembre, 2019
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Devo ammettere che avevo questo disco da recensire da qualche mese ma, complice la mia idiosincrasia verso il power metal strumentale, ho sempre rimandato i vari ascolti; così, in una domenica mattina autunnale, mi sono fatto coraggio e mi sono messo all’ascolto di “Reins of victory”, debut album del musicista americano Christopher Vizcarra, sul cui conto si sa davvero poco (un musicista metal che nemmeno compare su metal-archives.com!). Ma, tralasciando le note biografiche che servono in una recensione, ma non sono fondamentali, passiamo a ciò che è davvero importante: la musica! Vizcarra suona un power metal di matrice neoclassica, incentrato sulla chitarra che, dalla foto allegata alla bio, deduco essere il suo strumento principale (ma si occupa anche di basso e batteria). Gli 8 pezzi si lasciano ascoltare piacevolmente, anche se vi sono alcuni difetti abbastanza evidenti nella registrazione: il brano “A dragons heart” finisce tristemente con un calare del volume, mentre la chitarra continua a suonare; stessa cosa accade anche in “Glorius furry” (ma che titolo è?? Si traduce in “glorioso peloso”....), letteralmente troncata mentre gli strumenti continuano a suonare, particolare che mi lascia interdetto trattandosi del primo singolo estratto dal disco (possibile che duri solo poco più di un minuto?). Non so se si tratta di difetti dei files messi a disposizione per questa recensione, oppure se anche nel cd accade a questa maniera; mi auguro sia la prima ipotesi (il che comunque rivelerebbe una certa approssimazione nel modo di lavorare), perchè la seconda sarebbe indubbiamente più grave. Come se ciò non bastasse, anche la registrazione appare alquanto “casereccia”, specie per basso e batteria, particolare che inficia indubbiamente il risultato finale; nel metal strumentale è fondamentale una produzione cristallina che permetta di assaporare degnamente le prestazioni dei singoli strumenti musicali, ma purtroppo in questo disco non abbiamo trovato questa qualità. Aggiungiamo, infine, che non sono sicuro dell’ordine della tracklist, in quanto nella biografia viene elencata come riportata qui sopra, mentre i files dei brani hanno una numerazione differente. C’è ancora parecchio da lavorare per il comunque talentuoso Christopher Vizcarra, forse in futuro converrà aspettare un attimo ed investire maggiori risorse economiche nella produzione per ottenere un risultato finale più lusinghiero. A livello strettamente musicale e di songwriting, comunque, siamo già a buon punto!

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