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I capitolini Hellcowboys sfornano la loro nuova fatica: un album interessante quanto cafone ed irriverente I capitolini Hellcowboys sfornano la loro nuova fatica: un album interessante quanto cafone ed irriverente Hot

I capitolini Hellcowboys sfornano la loro nuova fatica: un album interessante quanto cafone ed irriverente

recensioni

titolo
Mondo Bastardo
etichetta
Hellbones Records
Anno

Tracklist:

  • 01. Mondo Bastardo
  • 02. Psychosis
  • 03. Immeritocracy
  • 04. Injustice For All
  • 05. Mr Hypocrisy
  • 06. Sick And Broken
  • 07. Southern Journey
  • 08. Head Up
  • 09. Fight For Life

Line-up:

  • Cristiano 'Comaante' Iacovazzo, voice 
  • Andrea 'Andrixxx' Valentino, guitar 
  • Stefano 'Stfn Steele' Ferramola, bass 
  • Alessandro 'Daf' Di Filippo, drums

opinioni autore

 
I capitolini Hellcowboys sfornano la loro nuova fatica: un album interessante quanto cafone ed irriverente 2019-10-05 14:42:40 Luigi Macera Mascitelli
voto 
 
4.0
Opinione inserita da Luigi Macera Mascitelli    05 Ottobre, 2019
Ultimo aggiornamento: 05 Ottobre, 2019
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Sarò sincero fin da subito: non conoscevo i romani Hellcowboys prima di questa recensione e me ne pento con tutto il cuore. Ma andiamo con ordine e partiamo dall'inizio.
Il quartetto capitolino nasce nel 2014 dalle ceneri dei precedenti Cartoon e fin da subito la proposta vuole essere chiara e senza fronzoli: southern thrash metal. "E che diavoleria è mai questa?", direte voi. Niente di più semplice: thrash metal fortemente inzuppato di groove alla Pantera ed Exhorder , di heavy metal grezzo e di buon caro vecchio Rock'n Roll. Il risultato? Finalmente qualcosa che non è la solita minestra riscaldata! Oggi sono lieto di presentarvi "Mondo Bastardo", seconda fatica per nostri amici che si traduce subito nella fatidica quanto difficile domanda: prova superata? Egregiamente signori, egregiamente!

Supportato da una produzione basilare ed asciutta ma maledettamente funzionale, l'album si presenta totalmente votato ai primi anni '90, quando il thrash metal iniziava ad essere contaminato da diverse influenze. Ed è proprio questo il punto di forza della band: l'aver racchiuso in un ottimo prodotto diversi stili che si combinano perfettamente l'un l'altro. A farci capire che le cose son serie ci pensa l'omonima traccia che, con i suoi tiratissimi due minuti di durata, quasi fosse un pezzo hardcore, è un inno ai vecchi Death Angel e all'esperienza della mitica Bay Area. Un ottimo modo per aprire le danze! Segue l'altrettanta folle "Psychosis", un brano che farà schizzare le cervella in live: martellante, potente, granitica...un pestaggio di gruppo fatto musica. Ottima la prova canora di Cristiano Iacovazzo che si incastra molto bene nel contesto con la sua voce roca e graffiante, quasi fosse carta vetrata su un muro.
Ma ecco che arrivano il Rock'n Roll e i Motörhead a ricordarci che qui c'è molto più di un semplice thrash metal. Le ottime "Immeritocracy" e "Injustice For All" -un voluto gioco di pronuncia per richiamare "...And Justice For All" dei Metallica?- ci teletrasportano nei deserti americani, in quelle infinite strade da percorrere sopra un'Harley per poi fermarsi in qualche localaccio malfamato e maleodorante in cui, tra un boccale di birra e un rutto di accompagnamento, ci si prende a cazzotti con gli altri. Insomma: "born to be wild" per intenderci. I riff di Andrea e il lavoro di groove di Stefano ed Alessandro sono semplici, ma così diretti da funzionare maledettamente bene. Quando dico che la semplicità paga intendo proprio questo: struttura lineare ma comprensibile, nessun inutile stupro degli strumenti ma una sola ed unica regola da rispettare, pestare come se non ci fosse un domani.
Menzione onorevole, onde evitare il noioso track-by-track -ascoltate il disco, cacchio!-, voglio farla per quelle che ritengo essere le due tracce migliori di "Mondo Bastardo": "Southern Journey" e "Fight For Life". Seppur agli antipodi -ed è proprio questo che le rende le migliori- incarnano perfettamente lo spirito degli Hellcowboys. La prima bella carica di Rock'n "fucking" Roll, che tanto mi ha riportato alla mente il dio Lemmy, scorre liscia come l'olio adagiandosi benissimo sulle sonorità anni'70 che iniziarono tutto, eppure sempre con la vena cafona ed irriverente del thrash americano. La seconda invece è la distruzione fatta musica e chiude tutto l'album con un sonoro ceffone sulla faccia: preparata da un'intro molto old school, ci esplode direttamente nelle orecchie ed una sana dose di mazzate ci ricorda perché amiamo questo genere. Da mettere in auto a tutto volume per far capire ai "risvoltinati" chi comanda.

Veniamo a noi ora. "Mondo Bastardo" è un album che sprizza irriverenza da tutti i pori, ma anche tanto impegno, dedizione e amore per la musica. Tutto ciò si è concretizzato in nove tracce che stanno in piedi da sole, ricche di personalità ed in grado di soddisfare gli orecchi più esigenti. Spesso, nelle mie recensioni, critico chi dice che il thrash sia un genere monotono e ripetitivo bollandolo come un imbecille che si basa solo su stupidi luoghi comuni. Album come questi ti fanno capire che ho perfettamente ragione e che, a volte, bisogna saper scavare più in profondità per trovare delle piccole gemme. Supportate la band e recuperate il loro album, non ve ne pentirete. Complimenti ragazzi!

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30
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