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Si sente la mancanza della batteria nel nuovo E.P. degli Orion's Reign Si sente la mancanza della batteria nel nuovo E.P. degli Orion's Reign

Si sente la mancanza della batteria nel nuovo E.P. degli Orion's Reign

recensioni

titolo
"Symphony of war"
etichetta
Pride & Joy Music
Anno

 

TRACKLIST:

1.      Freedom is not negotiable (Symphonic version)

2.      Together we march (Symphonic version)

3.      The gravewalker (Symphonic version)

4.      Last stand (Symphonic version)

5.      Ride to war (Symphonic version)

6.      Nostos (Folk version)

7.      Elan (Nightwish cover)

 

 

LINE-UP:

George Thanasoglou – Guitars

Noel Kardaris – Drums

Michael Batistatos – Lead guitars, bass

Kirk Gazouleas – Orchestral arrangements, Reed Organ, Zurna, Duduk, Flute

Daniel Vasconcelos – Vocals

 

Guests:

Tim Ripper Owens – Vocals on track 2

Mark Boals – Vocals on track 4

Aubrey – Vocals on track 6

opinioni autore

 
Si sente la mancanza della batteria nel nuovo E.P. degli Orion's Reign 2019-10-05 15:53:53 Ninni Cangiano
voto 
 
3.0
Opinione inserita da Ninni Cangiano    05 Ottobre, 2019
Ultimo aggiornamento: 05 Ottobre, 2019
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

A distanza di un anno dal meraviglioso “Scores of war”, uno degli album migliori del 2018, tornano i greci Orion’s Reign con un E.P. intitolato “Symphony of war” della durata di poco più di mezz’ora, contenente alcuni brani comparsi sul full-lenght abbondantemente rivisitati e ri-registrati, oltre ad una cover dei Nightwish. I primi 5 pezzi della scaletta sono rivisitazioni in chiave sinfonica, nel senso che non c’è presenza di batteria, mentre troviamo arrangiamenti orchestrali da parte del tastierista Kirk Gazouleas. I brani si presentano in maniera gradevole, anche se alla lunga la mancanza del batterista si rivela come un vero e proprio “tallone d’Achille” che non permette ai vari componimenti di avere lo stesso appeal che avevano nella loro versione originale, tanto da rischiare di diventare noiosi, dopo alcuni ascolti. Da segnalare la presenza, a duettare con Daniele Vasconcelos, di Tim Ripper Owens su “Together we march” e di Mark Boals su “Last stand”. Fra queste cinque canzoni, l’unica che mantiene quasi intatto il fascino originale è “Ride to war”, in cui qualche parte di batteria è rimasta e questo fa la differenza in positivo. Segue “Nostos” in chiave folk, con il polistrumentista Kirk Gazouleas alle prese con organo a pompa e vari strumenti tradizionali, mentre al microfono c’è la brava Aubrey (sulla quale non abbiamo purtroppo alcuna informazione aggiuntiva) che prende il posto di Marit “Minniva” Børresen (presente sulla versione originale); il pezzo viene trasformato, rendendolo attraente e coinvolgente in questa chiave folk, alla pari di quanto lo era la versione originale. Chiude il lavoro la cover di “Elan” dei Nightwish che ha un aspetto decisamente particolare con la voce di Daniele Vasconcelos invece della grande Floor Jansen. Se con “Scores of war” gli Orion’s Reign avevano realizzato un capolavoro, con “Symphony of war” hanno fatto un passo indietro, probabilmente soprattutto per la mancanza della batteria nella maggior parte dei pezzi. Confesso di aver avuto molte aspettative per questo E.P. e di essere rimasto con l’amaro in bocca.

P.S. Questo lavoro è disponibile solo in versione digitale e non su cd.

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