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I Darkend ritornano con un validissimo quinto lavoro in carriera! I Darkend ritornano con un validissimo quinto lavoro in carriera!

I Darkend ritornano con un validissimo quinto lavoro in carriera!

recensioni

gruppo
titolo
Spiritual Resonance
etichetta
Dark Essence Records
Anno

Tracklist:

1. The Three Ghouls Buried at Golgotha

2. Scorpio Astraea High Coronation

3. With Everburning Sulphur Unconsumed

4. Vessel Underneath

5. Hereafter, Somewhere

6. The Seven Spectres Haunting Gethsemane

opinioni autore

 
I Darkend ritornano con un validissimo quinto lavoro in carriera! 2019-10-05 18:01:49 Rob M
voto 
 
4.0
Opinione inserita da Rob M    05 Ottobre, 2019
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Nuovo lavoro per i Darkend, la band italiana arriva con "Spiritual Resonance" alla sua quinta fatica discografica con un disco interessante e che cerca di spostare il tiro dalle classiche influenze del genere verso una dimensione piú personale per la proposta della band.
Se la matrice usata dai nostri é un black sinfonico "contemporaneo", che fa giocoforza su ció che gruppi ben piú noti han presentato negli ultimi venti anni, ci son momenti in cui la personalitá del combo emiliano ha la meglio.
Da un lato si posson notare infatti alcuni richiami ai Dimmu Borgir di "Puritanical..", ai Cradle Of Filth a cavallo tra "Midian" ed il successivo "Bitter Suites.." e perché no, agli Old Man's Child a cavallo tra "In Defiance.." ed il precedente "Revelation 666..". Dall'altro i Darkend cercan di trovare la loro strada tra momenti che spazziano tra il gotico, l'etereo, ed il classico sound prog che ha caratterizzato tante uscite italiane in casa Lucretia Records tantissimi anni fa.
Grazie ad una produzione possente eppure levigata la band riesce a unire in un unico lavoro il meglio dei due mondi, con un equilibrio perfetto tra il groove della proposta, la violenza dei momenti piú tirati e la melodia di quelli meno veloci.
La voce e le metriche scelte nel narrare la parte vocale del progetto costituiscono a loro modo uno strumento a parte, in cui la voce riesce ad emergere come punto essenziale nell'incalzare dei brani, dando ritmo e spessore alla proposta.
Se pur nell'opener "The Three Ghouls.." i nostri si lancian a testa bassa in una sessione violenta e velenosa, nei successivi capitoli si portan in primo piano mid-tempo abbastanza interessanti che incitano all'head-banging anziché cercare di far del lato violento del progetto l'aspetto primario della proposta.
I nostri si mimetizzano cosí tra trame goticheggianti in cui le tastiere riescono a prendere il sopravvento con un gustoso senso prog novantiano che richiama primi Eldritch e Time Machine ed un basso che gode di una performance significativa nel momento in cui i nostri riescono ad andare oltre le barriere del genere per spingersi su territori metal alternativi, uniti alla proposta di base con classe.
Ci son tuttavia alcuni aspetti non necessariamente negativi ma che spostan l'attenzione dell'ascoltatore facendo sí che il filo conduttore dell'intero lavoro si perda, ogni tanto, tra momenti che non riescon a colpire a fondo.
La lunghezza media dei brani fa si che i nostri si perdan ogni tanto tra sistematiche strutture che cercan di slanciarsi nella creazione di brani epicheggianti. Proprio in questo caso, a mio parere, la bussola é stata persa nei due brani piú lunghi del disco, con "Vessel Underneath" che risulta a momenti abbastanza ripetitiva (mettendoci un po' di tempo ad ingranare tra la prima e la seconda parte del brano), e la successiva "Hereafter Somewhere" che risulta scialba rispetto al resto dei brani proposti e forse il meno efficace che i nostri han offerto in questa loro opera (lasciando spazio al lato evocativo del gruppo a discapito di quello piú possente che viene invece promosso in tutti gli altri brani).
La conclusiva "The Seven Spectres..", in un certo qual modo, non rende giustizia alla parte iniziale del disco, chiudendo l'album in maniera totalmente differente rispetto al primo brano e presentando un gruppo che dall'inizio alla fine del disco si muove in direzioni diametralmente opposte, lasciando da parte le influenze maggiori a livello di sound e cercando di raggiungere un'identitá propria.
Se a loro modo i Darkend riescon in questo viaggio, da un certo punto di vista il tutto ha bisogno di piú ascolti per esser capito a pieno e valutato positivamente.
Son infatti talmente tanti gli aspetti che vengon a galla dopo il primo ascolto e sembrerebbe che i nostri, nonostante il genere proposto, non abbian puntato dritti ad un disco semplice e diretto ma anzi ermetico e spesso multistrato.
Un buon lavoro quindi, forse non il migliore della band per chí segue i Darkend da anni, ma senza ombra di dubbio un album ben composto e suonato che riesce a conquistare amanti del metal estremo che non hanno per forza di cose bisogno di amare il black metal per farsi conquistare da "Spiritual Resonance".

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