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Shadowthrone, pronti a conquistare il mondo! Shadowthrone, pronti a conquistare il mondo! Hot

Shadowthrone, pronti a conquistare il mondo!

recensioni

titolo
Elements' Blackest Legacy
etichetta
Non Serviam Records
Anno

Tracklist:

1. Endless Dance of the Universe

2. Black Dove upon My Shoulder

3. All Is One

4. Saturn of Newborn Era

5. Curse of the Royal Blood

6. Descent

7. Every Moment Burns in My Chest

8. Path of Decay

9. ShadowThrone

10. L'autunno di bacco

11. Faded and Cold Humanity

opinioni autore

 
Shadowthrone, pronti a conquistare il mondo! 2019-10-05 18:05:13 Rob M
voto 
 
4.5
Opinione inserita da Rob M    05 Ottobre, 2019
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Arriva questo mese il nuovo capitolo dei laziali Shadowthrone, che con questo loro "Elements' Blackest Legacy" metton la loro firma su uno dei lavori italiani che maggiormente ho apprezzato ad oggi per violenza e produzione. Un disco che mischia in sé black sinfonico, thrash moderno, ed una leggera vena death, con una produzione quadrata che rende il tutto ancora piú pesante e tagliente per chi ama il suo black a cavallo tra Belphegor ed ultimi Dimmu Borgir.
Sin dall'opener "Endless Dance.." i nostri non si tiran indietro e fan sí che la sessione ritmica ed i synth risultino essere i punti fondamentali di una proposta che si avvale di un riffing annichilente ed una voce che, se pur standard per ció che viene offerto, riesca a dare ancora piú spessore al disco in questione.
Ci son certi brani che si potrebbero chiamare "classici del genere", come ad esempio la seconda "Black Dove Upon My Shoulder", ed altri che osano molto di piú nel corso di questo piccolo capolavoro.
L'apporto di generi come il thrash e death a livello di riffing fan si che l'intero lavoro sia granitico dall'inizio alla fine, rendendo addirittura i momenti piú sinfonici dei veri e propri pugni in faccia in cui la melodia non fá altro che rafforzare il resto delle strutture.
Per chi si aspettava un disco piú vicino a "Demiurge Of Shadows" (disco precedente della formazione), i nostri han apportato dei cambiamenti notevoli al loro sound, rimodellando quasi totalmente la faccia del progetto.
Se pur certi aspetti fan intuire quale sia il background della band, per altri ci ritroviamo davanti ad una band che ha raggiunto una maturitá artistica incredibile in appena due anni e che riesce a risultare un progetto "nuovo".
Eppure, da un certo punto di vista il tutto puó spesso risultare difficile da assorbire.
In ben undici brani i nostri si lanciano a testa bassa dall'inizio alla fine, rischiando in certi frangenti di risultare "piatti". Questo purtroppo é il down-side di una produzione moderna e pompata che in un certo qual modo assottiglia anche troppo quel sound piú "naturale" che gli album black riescon ancora a usare.
Il drumming triggerato all'accesso rende la performance violenta, dinamica, ma allo stesso tempo senza anima e la magia di un sound piú acustico viene strappata via senza mezzi termini. Una scelta voluta che in fin dei conti fa prendere bene le distanze dalla matrice che sembrava fosse il trademark della band sino ad oggi, avvicinandola alla produzione di band come Hour Of Penance o Fleshgod Apocalypse.
Il surrogato che viene cosí dato in pasto agli ascoltatori é una mazzata vera e propria.
Con qualche cambio in piú, qualche mescolanza in piú (anche a livello di synths-patterns usati dalla band), i nostri avrebbero tirato fuori l'album dell'anno!
Una prova comunque ottima, che lascia sperare per un prossimo disco che possa consacrare la band a livello mondiale! Per ora, viste le date live in cui la band si esibirá, mi aspetto solo il meglio per questi ragazzi! Il black metal migliore ormai l'abbiamo in casa nostra e spero che tanti esterofili non perdan occasione per notare la qualitá indiscussa dei progetti nostrani.

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10
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