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A sei anni dal precedente lavoro, torna Joel Grind con i suoi Toxic Holocaust A sei anni dal precedente lavoro, torna Joel Grind con i suoi Toxic Holocaust

A sei anni dal precedente lavoro, torna Joel Grind con i suoi Toxic Holocaust

recensioni

titolo
Prima Future: 2019
etichetta
eOne
Anno

PROVENIENZA: U.S.A. 

GENERE: Blackened Speed/Thrash Metal 

SIMILAR ARTISTS: Midnight, Sodom, Venom, Speedwolf, Hellripper 

LINE UP: 
Joel Grind - vocals, all instruments 

TRACKLIST: 
1. Chemical Warlords [04:53] =ASCOLTA= 
2. Black Out the code [04:56] 
3. New World Beyond [04:14] 
4. Deafened by the Roar [01:30] 
5. Time's Edge [04:16] 
6. Prima Future [04:32] 
7. Iron Cage [04:02] 
8. Controlled by Fear [02:28] 
9. Aftermath [03:05] 
10. Cybernatic War [05:27] 

Running time: 39:23 

opinioni autore

 
A sei anni dal precedente lavoro, torna Joel Grind con i suoi Toxic Holocaust 2019-10-09 13:51:14 Daniele Ogre
voto 
 
3.5
Opinione inserita da Daniele Ogre    09 Ottobre, 2019
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Sono passati ben sei anni da "Chemistry of Consciousness", quello che fino a pochi giorni fa era l'ultimo album dei Toxic Holocaust; un intervallo di tempo insolito per Joel Grind, mastermind e solo componente in studio della Black/Speed band di Portland. Con "Primal Future: 2019", Joel Grind dimostra come la sua creatura sia, nel corso degli anni, in un certo senso 'cresciuta': non c'è più la furia istintiva che aveva contraddistinto i due primi, rabbiosi album "Evil Never Dies" e "Hell on Earth", niente più cream graffiante pieno di riverbero; quel che è rimasto è un sound Black/Speed che molto deve a Sodom e Venom, così come ai Motorhead - almeno per l'attitudine - ed in cui s'è fatto strada sempre più prepotentemente un Thrash che ricorda gli Exodus di "Bonded by Blood", che trova ampiamente spazio in quest'ultima fatica targata Toxic Holocaust. Un lavoro in cui, come avrete capito, manca sì quell'istintività che illo tempore aveva reso famoso nel circuito underground la creatura del biondo musicista dell'Oregon, ma in cui è come sempre possibile trovare la verve di Joel, capace di dare alla sua creatura un piccolo cambio di direzione nel corso degli anni (e vorrei vedere, visto che ne sono passati 16 dal debutto), senza che però tradire la natura insita nel DNA dell'Olocausto Tossico.
"Primal Future: 2019" è l'ennesimo buonissimo lavoro dei Toxic Holocaust, che saprà fare certamente felici gli aficionados del 'tupa-tupa', con un lotto di brani che funziona in toto, dal primo all'ultimo secondo, che si presentano con una tripletta iniziale ("Chemical Warlords" + "Black Out the Code" + "New World Beyond") che quasi vale da sola l'acquisto.

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