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Il debutto degli Hunter vince e convince Il debutto degli Hunter vince e convince Hot

Il debutto degli Hunter vince e convince

recensioni

gruppo
titolo
Hunter
etichetta
Autoproduzione
Anno

TRACKLIST
1. Dominion
2. Infiltrator
3. Then comes the night
4. Underground
5. No man's land
6. The knight of the black rose
7. Glorious

LINE UP
David Walgrave - Vocals
Jeroen Wauters - Bass
Joss Vlasschaert - Guitars
Dries Deturck - Drums
Thomas Abeel - Guitars

opinioni autore

 
Il debutto degli Hunter vince e convince 2019-10-10 13:15:04 Francesco Noli
voto 
 
4.0
Opinione inserita da Francesco Noli    10 Ottobre, 2019
Ultimo aggiornamento: 10 Ottobre, 2019
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Gli Hunter sono cinque ragazzotti provenienti dal Belgio innamorati di Heavy Metal anni '80 e, fregandosene delle sonorità odierne e dei tanti generi in questi 30 anni nati, sono volutamente rimasti in quella decade splendente dove tutto è nato e mai sarebbe stato più lo stesso. Non aggiungendo quindi niente di nuovo sotto il sole, essi hanno dalla loro l'attitudine ma soprattutto credono in ciò che fanno e se non siete tipi esosi sempre alla ricerca di qualcosa di nuovo, questo disco d'esordio è proprio ciò che fa per voi. Sette tracce autoprodotte volutamente retrò, volte a un epic/heavy metal costruito su mid-tempo, cadenze e ripartenze, cavalcate ferali e quel pizzico di melodia che non gusta mai; gli ingredienti ci sono tutti e se avete nostalgia dei primi Omen, Manilla Road e Iron Maiden ottantiani, beh siete nel posto giusto al momento giusto. La cadenzata "Infiltrator" oppure i richiami doom di "Dominion" esprimono ciò che ho sottolineato poc'anzi, e fa piacere ascoltare anche "Underground" con i suoi richiami Acceptiani che non gustano mai, oltre alla più arpeggiata "No Man's Land"; la voce di David Walgrave (che ricorda un po' Udo sugli alti) convince azzeccando melodie vocali sempre "sul pezzo", mentre il resto della band fa il suo sporco lavoro maledettamente bene essendo sempre nel mood giusto senza strafare. In conclusione questo platter soddisfa ampiamente una certa fame di metal retrò old style e non ci frega nulla se è tutto già sentito, perché quando le canzoni sono composte e eseguite bene hanno la capacità di prenderti e emozionarti ed è la cosa che più conta; se poi consideriamo che questo è il loro debut i margini di coesione e affiatamento non possono che migliorare, facendoci sperare molto bene per il futuro della band! Bravi!!!

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