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Un buon Ep per i death thrashers cileni Ripper Un buon Ep per i death thrashers cileni Ripper Hot

Un buon Ep per i death thrashers cileni Ripper

recensioni

gruppo
titolo
Sensory Stagnation
etichetta
Unspeakable Axe Records
Anno

Tracklist:

  • 1.Dissociation  (instrumental)
  • 2.The Unreal 
  • 3.Sensory Stagnation 
  • 4.Like a Sacrilege
  • 5.Terror Streets

Line-up:

  • Nicolás Villanueva - Drums
  • Venus Torment - Guitars, Vocals
  • Pablo Cortés - Bass
  • Daniel Poblete - Guitars

opinioni autore

 
Un buon Ep per i death thrashers cileni Ripper 2019-10-13 15:36:36 Luigi Macera Mascitelli
voto 
 
3.0
Opinione inserita da Luigi Macera Mascitelli    13 Ottobre, 2019
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Da sempre il Sud America è un caposaldo nel panorama death e thrash. Sepultura, Krisiun, Violator, Sarcófago... tutte band che hanno contribuito a rendere ancora più potente e malvagia la corrente musicale in questione e che, in un modo o nell'altro, ne hanno rivoluzionato i canoni.
Con questa premessa oggi siamo in Chile per parlare dei death thrashers Ripper: quartetto -formazione classicissima- nato nel 2007 con alle spalle due full-length e svariati demo. Più precisamente tratteremo dell'Ep "Sensory Stagnation", pubblicato quest'anno per Unspeakable Axe Records.
Cinque tracce compongono il lavoro in questione -quattro se escludiamo l'iniziale "Dissociation" che funge da apripista strumentale- tutte votate a quelle sonorità che sono a metà tra il death alla Obituary e primi Sepultura e il thrash cafone della Bay Area. Il risultato? Una ventina di minuti di sonori schiaffoni e scapocciate. Senza voler essere presuntuosi, i Ripper ci presentano quello che viene definito un "suonare a mestiere": di fatto non si inventano nulla di nuovo, ma optano per un approccio classico, lineare e compatto che, nel bene e nel male, è una garanzia per noi amanti della violenza fatta musica. Unico vero appunto lo vorrei fare sulla voce di Venus Torment: ho trovato il suo cantato un po' troppo strozzato, come se la performance richiedesse uno sforzo non troppo sostenibile. Ben inserita nel contesto e tutto sommato godibile, ma l'aver optato tra il growl death e la voce thrash non mi è sembrata la soluzione migliore - per intenderci: o sei John Tardy oppure fatti i ca**i tuoi-.

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