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Un buonissimo secondo album per i londinesi The Bleeding Un buonissimo secondo album per i londinesi The Bleeding Hot

Un buonissimo secondo album per i londinesi The Bleeding

recensioni

titolo
Morbid Prophecy
etichetta
World War Now Records
Anno

PROVENIENZA: U.K. 

GENERE: Death/Thrash Metal 

FFO: Necrodeath, Cannibal Corpse, Morbid Angel, Testament, Slayer  

LINE UP: 
Jamie Stungo - vocals 
Tasos - guitars 
Sean Richardson - bass 
James Loh - drums 

TRACKLIST: 
1. Demonic Oath [04:57] =ASCOLTA= 
2. Maelstrom [04:09] 
3. Entering the Pandemonium [03:56] 
4. Morbid Prophecy [04:21] =ASCOLTA= 
5. Storm of the Hellspawn [03:45] 
6. Sadistic Saviour [05:21] 
7. Reptance [02:37] 
8. Hammer of Penance [03:33] 

Running time: 32:39 

opinioni autore

 
Un buonissimo secondo album per i londinesi The Bleeding 2019-10-22 17:30:32 Daniele Ogre
voto 
 
3.5
Opinione inserita da Daniele Ogre    22 Ottobre, 2019
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Secondo album per i britannici The Bleeding, band che ha già saputo colpire due anni fa con il debut album "Rites of Absolution" (uscito nel 2017 autoprodotto e stampato poi nel 2018 da World War Now Records). Ed' ancora l'etichetta canadese a dare alle stampe "Morbid Prophecy", seconda fatica, come detto, della band londinese, il cui Death/Thrash prende a piene mani dai giganti del genere: in primis, come lascia intuire il nome della band, i Cannibal Corpse, ma non sorprende ritrovare nel sound dei Nostri richiami a Slayer e Testament o anche, perché no?, i nostri Necrodeath. Già dall'opening track "Demonic Oath" si capisce come ai The Bleeding non piaccia perdere tempo: un brano diretto, sfrontato, tagliente, che dà il via ad un album che fa della velocità d'esecuzione il proprio leitmotiv. Con il prosieguo della tracklist - da "Maelstrom" alla title-track, fino al macigno conclusivo di "Hammer of Penance", passando per "Storm of the Hellspawn" o "Entering the Pandemonium" -, non si può non notare diverse cose: a partire da una produzione pulita e potente ma scevra dei suoni 'di plastica' odierni, fino ad un songwriting che non pretende d'inventare nulla di nuovo ma che riesce ad apparire comunque parecchio ispirato; i The Bleeding insomma non portano nulla di nuovo sotto il solo, ma riescono in ogni caso a darci in pasto un album che sa intrattenere e che ha i suoi spunti interessanti, mentre di traccia in traccia si trovano sempre più similitudini tra la band britannica e la leggenda nostrana Necrodeath, e non solo per la voce di Jamie Stungo che ricorda molto da vicino quella di Flegias: ascoltate "Entering the Pandemonium" e poi mi direte.
Una mezz'ora di Death/Thrash suonato con passione ed attitudine ed in cui possiamo trovare un attimo di respiro verso la fine con la splendida strumentale acustica "Repentance", che fa da apripista a quello che è l'highlight dell'album, la tellurica "Hammer of Penance". Come detto, i The Bleeding non pretendono d'inventare nulla di nuovo: suonano semplicemente quello che piace loro, divertendosi - cosa che traspare durante l'ascolto di "Morbid Prophecy". Non saremo di fronte a un capolavoro ok, ma ad un disco onestissimo e ben suonato di sicuro.

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