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Tornano gli Ivory Tower più aggressivi che mai! Tornano gli Ivory Tower più aggressivi che mai!

Tornano gli Ivory Tower più aggressivi che mai!

recensioni

titolo
Stronger
etichetta
Massacre Records
Anno

1. The Offer
2. Loser
3. End Transmission
4. Money
5. In Me
6. Slave
7. Strong
8. Flight Of The Dragon
9. Life Will Fade
10. Passing
11. The Wolves You've Let In
12. One Day

opinioni autore

 
Tornano gli Ivory Tower più aggressivi che mai! 2019-10-27 16:33:22 ENZO PRENOTTO
voto 
 
3.5
Opinione inserita da ENZO PRENOTTO    27 Ottobre, 2019
Ultimo aggiornamento: 27 Ottobre, 2019
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

I tedeschi Ivory Tower ne hanno passate tante e non sono mai riusciti ad imporsi nella scena metal teutonica. Nel giro di più di vent’anni il quintetto, tra cambi di formazione e problemi vari, ha dato alle stampe una manciata di dischi tra cui il qui presente e quinto Stronger. Sul versante musicale, per quanto la band sia etichettata come prog metal, in particolare su questo album si vira verso il power teutonico (o heavy-thrash se si preferisce dato che la variante tedesca era molto più aggressiva rispetto agli altri) lasciando le parti più elaborate in secondo piano.

Andando al punto focale, il disco è uno di quegli esempi metallici che riapre il cuore per il genere. L’album è genuino, potente al punto giusto e con delle canzoni non banali e che meritano diversi ascolti per coglierne le sfumature. Il nuovo singer Dirk Meyer sfodera un ugola devastante, grezzo/cattiva, ma anche capace di acuti impressionanti (si ascolti “Strong”) ed è il valore aggiunto, ma tutta la band si danna l’anima per scuotere l’ascoltatore, privilegiando l’assalto all’arma bianca, offrendo vere e proprie fucilate sonore. Fin dall’opener “The Offer” non si lesina sulla potenza serrata, ben bilanciata da melodie epiche e ritornelli ben fatti. Ovviamente non si parla di capolavoro o di qualcosa che cambia la vita, eppure bordate come “End Transmission”, la rasoiata “Money”, “One Day” o la riuscita “Passing” offrono quell’adrenalina che manca sempre di più ai dischi metal odierni. Il prog alla fine dei conti non emerge particolarmente, se non in qualche passaggio tecnico, ma più che altro la perizia strumentale viene usata per creare canzoni che possano arrivare a tutti senza esagerazioni (la più cupa ed elaborata “Loser” ne è un esempio). Unico neo è che, dopo tanti anni, sarebbe anche ora di andare oltre ai classici paletti di confine ed offrire qualcosa di fuori dall’ordinario, dato che di dischi di questo tipo ce ne sono fin troppi. Le tracce comunque scorrono bene ed intrattengono con il giusto mix di violenza/melodia e quella forte voglia di appassionare sia i nostalgici che i neofiti del buon vecchio metallo.

In fondo è un album da gustare e che potrebbe far scoprire (o riscoprire) una band che in molti non conoscono. Dategli una possibilità!

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