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I Voyager si confermano tra le migliori prog metal bands I Voyager si confermano tra le migliori prog metal bands Hot

I Voyager si confermano tra le migliori prog metal bands

recensioni

gruppo
titolo
“Colours in the sun”
etichetta
Season Of Mist
Anno

 

TRACKLIST:

1.      Colours (4:05)

2.      Severomance (4:23)

3.      Brightstar (4:32)

4.      Saccharine dream (5:27)

5.      Entropy (4:43)

6.      Reconnected (4:48)

7.      Now or never (1:39)

8.      Sign of the times (3:47)

9.      Water over the bridge (4:42)

10.  Runaway (4:38)

 

 

LINE-UP:

Danny Estrin - Vocals

Simone Dow - Guitars

Alex Canion - Bass

Scott Kay - Guitars

Ash Doodkorte - Drums

opinioni autore

 
I Voyager si confermano tra le migliori prog metal bands 2019-10-29 21:14:17 Ninni Cangiano
voto 
 
4.5
Opinione inserita da Ninni Cangiano    29 Ottobre, 2019
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Seguo gli australiani Voyager sin dagli albori della loro carriera; in particolare, rimasi folgorato dal sound del meraviglioso “I am the revolution”, terzo disco della band, uscito nel 2009, a cui seguì l’altrettanto ottimo “The meaning of I” nel 2011. Da allora purtroppo (e sottolineo “purtroppo”) hanno abbandonato definitivamente il power-prog per sterzare definitivamente nel prog più elegante e complesso. Perchè evidenzio la parola “purtroppo”? Perchè ritengo ancora oggi quei due dischi il top dello specifico settore ed un traguardo forse non più raggiungibile per questi australiani. Ma i cambiamenti vanno accettati e presi per quello che sono. E se “V” nel 2014 non mi aveva conquistato più di tanto, è stato con il successivo “The ghost mile” del 2017 che hanno convinto del tutto (e non solo il sottoscritto), tanto da arrivare a strappare un contratto con la francese Season of Mist che, evidentemente, non si limita al metal estremo nelle sue produzioni. E’ arrivato così al primo di novembre 2019 il momento del settimo album, intitolato “Colours in the sun”, composto da 10 tracce, che ripercorre sostanzialmente quanto già tracciato nel precedente lavoro. Il prog è ormai il genere esclusivo dei Voyager e non c’è più traccia di altro; con la tecnica mostruosa di cui sono dotati, gli australiani rilasciano un disco a dir poco compatto e convincente, decisamente elegante ed affascinante. C’è poi quel “quid pluris”, l’arma vincente, quel qualcosa che non tutti possono vantare di avere: un cantante con la “C” maiuscola! Daniel Estrin si conferma su livelli eccezionali, forse attualmente il miglior cantante prog in assoluto che c’è in giro! Con la sua voce calda ed ammaliante, espressiva e suadente, conquista e dona quel tocco di classe in più che rende ogni composizione superiore alla media. Ma la forza dei Voyager non è solo questa, la compattezza della line-up ormai da quasi 10 anni si riverbera in un songwriting maturo, indubbiamente complesso e non facile da ascoltare (tutt’altro che easy-listening insomma!), ma che cresce ascolto dopo ascolto, fino a conquistare l’ascoltatore definitivamente. Il sound dei Voyager non è per tutti i padiglioni auricolari, indubbiamente questo “Colours in the sun” non può far breccia nei cuori di chi cerca solo violenza sonora tout-court ma, se siete attirati dall’eleganza e dalla classe nel prog, non dovete farvi assolutamente scappare questo disco!

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