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L'infaticabile Rogga Johansson torna alla carica con l'undicesimo album dei Paganizer L'infaticabile Rogga Johansson torna alla carica con l'undicesimo album dei Paganizer

L'infaticabile Rogga Johansson torna alla carica con l'undicesimo album dei Paganizer

recensioni

gruppo
titolo
The Tower of the Morbid
etichetta
Transcending Obscurity Records
Anno

PROVENIENZA: Svezia 

GENERE: Death Metal 

FFO: Grave, Dismember, Ribspreader, Rogga Johansson, Entombed 

LINE UP: 
Rogga Johansson - vocals, guitars 
Kjetil Lynghaug - guitars 
Martin Klasén - bass 
Matte Fiebig - drums 

TRACKLIST: 
1. Flesh Tornado [03:49] 
2. Apocalypse Writings [03:40] =ASCOLTA= 
3. Cannibal remains [03:07] =ASCOLTA= 
4. Drowning in Sand [03:26] 
5. Redemptionless [04:17] =ASCOLTA= 
6. They Came to Die [03:35] =ASCOLTA= 
7. Rot Spreads [02:34] =ASCOLTA= 
8. Beneath the Gauze [03:33] 
9. The Tower of the Morbid [04:19] =ASCOLTA= 
10. Purge the World [03:30] 
11. Demented Machines [02:29] 

Running time: 38:19 

opinioni autore

 
L'infaticabile Rogga Johansson torna alla carica con l'undicesimo album dei Paganizer 2019-11-01 14:53:02 Daniele Ogre
voto 
 
3.5
Opinione inserita da Daniele Ogre    01 Novembre, 2019
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Abbiamo già scritto innumerevoli volte come Rogga Johansson sia uno degli artisti più prolifici del globo: contando i suoi vari progetti, questo è il nono lavoro che l'artista svedese pubblica quest'anno - dopo i dieci del 2018 -, ma è anche e soprattutto quello del progetto più longevo e quello a cui è probabilmente più legato: "The Tower of the Morbid" è infatti l'undicesimo album per i Paganizer, progetto attivo dalla fine degli anni '90 ed a cui, siamo sicuri, Johansson torna più volentieri. Ed è pure quello dove, secondo chi vi scrive, troviamo il polistrumentista scandinavo all'apice della propria scrittura; dopo il più che sufficiente "Land of Weeping Souls", i Paganizer tornano con un album che segna un netto passo avanti: più completo, più ispirato, con una manciata di brani che sono un susseguirsi di cazzottoni assestati dritti in faccia all'ascoltatore partendo già dai primi istanti dell'opening track "Flesh Tornado". Più che in qualsiasi altro progetto di Johansson, qui si è nelle vaste lande dell'old school Swedish Death, grazie ad uno stile ed una voce ormai inconfondibili; sulla scia di colossi del genere come Dismember e Grave, i Paganizer seguono a ruota dimostrando a bands più giovani come questo genere va suonato: chitarroni pesanti, growl possente, accelerazioni assassine e soprattutto tanta, tanta attitudine. "The Tower of the Morbid" è uno di quei dischi che si riesce ad ascoltare tutto d'un fiato, grazie anche ad una durata dei pezzi mediamente non elevata: tra una "Drowning in Sand", una "Redemptionless", una "Rot Spreads" o una "Beneath the Gauze", l'undicesima fatica in casa Paganizer scorre via rapida e ferale.
Non aspettatevi nulla di diverso da quanto la sconfinata discografia di Johansson ci ha già mostrato: semplicemente, con i Paganizer possiamo sentire l'artista svedese quanto mai in forma smagliante. "The Tower of the Morbid" va preso per quello che è, ossia un disco di puro e semplice Death Metal della scuola di Stoccolma, ed è quanto basta per consigliarne l'acquisto e per promuoverlo ad occhi chiusi.

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