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Un quinto album soddisfacente per i death/black metallers spagnoli Noctem Un quinto album soddisfacente per i death/black metallers spagnoli Noctem Hot

Un quinto album soddisfacente per i death/black metallers spagnoli Noctem

recensioni

gruppo
titolo
The Black Consecration
etichetta
Art Gates Records
Anno

PROVENIENZA: Spagna 

GENERE: Black/Death Metal 

FFO: Behemoth, Belphegor, Hate, Septicflesh, Azarath 

LINE UP: 
Beleth - vocals 
Exo - guitars 
Varu - bass 
Voor - drums 

TRACKLIST: 
1. The Black Consecration [08:51] =ASCOLTA= 
2. Sulphur [04:47] =VIDEO= 
3. Uprising of the Impenitents [04:35] 
4. Coven [04:47] =ASCOLTA= 
5. All that Now Belongs to the Earth [05:03] 
6. Let That is Dead Sleep Forever [03:29] 
7. Court of the Dying Flesh [07:02] 
8. Dichotomy of Malignancy [04:41] =ASCOLTA= 

Running time: 43:51 

opinioni autore

 
Un quinto album soddisfacente per i death/black metallers spagnoli Noctem 2019-11-01 16:19:32 Daniele Ogre
voto 
 
3.5
Opinione inserita da Daniele Ogre    01 Novembre, 2019
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Nuovo album e nuovo cambio d'etichetta per gli spagnoli Noctem, che tornano a tre anni di distanza da "Haeresis" (2016, Prosthetic Records) con il loro quinto album, "The Black Consecration", uscito sotto l'egida di Art Gates Records, label che aveva già rilasciato, nel 2014, quello che ad oggi è ancora il miglior album dell'act valenciano, "Exilium". Sul piano musicale i Noctem sono ormai riconoscibilissimi, con il loro sound ormai uniformato al Black/Death riconducibile in primis al trittico Behemoth-Belphegor-Hate. Ben poche sono le differenze ormai tra quanto proposto da Exo & Co. e le bands succitate; è soprattutto quella dei Behemoth l'ombra che appare nelle sonorità della band spagnola, tra maligne sfuriate, rallentamenti dal sapore occulto ed atmosfere sinistre. La fan base dei Nostri non potrà che accogliere favorevolmente "The Black Consecration": sul piano della qualità i Noctem non deludono nemmeno questa volta e già solo la lunga title-track non solo è una pià che ottima opening track, ma si candida ad essere un must dal vivo, grazie anche ad un accurato songwriting in cui i Noctem uniscono tutti gli elementi del proprio sound. Il resto della tracklist scorre via più velocemente, fatto salvo la penultima traccia "Court of the Dying Flesh" che supera di poco i sette minuti; ascoltando pezzi come "Sulphur", "Coven" o la buona closing track "Dichotomy of Malignancy", ci si rende conto di come i Noctem abbiano col tempo trovato la loro quadratura del cerchio, cercando e trovando lo stile che a loro più si addice e che permette ai Nostri di non calare mai sul piano qualitativo delle opere e di scrivere pezzi che promettono un vero e proprio massacro in sede live.
"The Black Consecration" è, insomma, né più né meno quello che ci si sarebbe potuti aspettare dai Noctem: un disco Death/Black che fa dell'impatto ferino e delle atmosfere maligne il perno su cui il quartetto di Valencia si muove. Un album che farà più che contenti i fans della band e che potrà facilmente avvicinare nuovi ascoltatori che bene conoscono le produzioni di Behemoth e Belphegor, ma magari meno quelle della band spagnola. Un disco magari lontano dalla quasi perfezione che fu "Exilium", ma che merita comunque ampiamente la promozione.

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