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Dopo trent'anni di carriera i Novembers Doom non si scostano di dosso l'ombra dei My Dying Bride Dopo trent'anni di carriera i Novembers Doom non si scostano di dosso l'ombra dei My Dying Bride

Dopo trent'anni di carriera i Novembers Doom non si scostano di dosso l'ombra dei My Dying Bride

recensioni

titolo
Nephilim Grove
etichetta
Prophecy Productions
Anno

PROVENIENZA: U.S.A. 

GENERE: Death/Doom Metal 

SIMILAR ARTISTS: My Dying Bride, Opeth, Swallow the Sun, Paradise Lost, Katatonia 

LINE UP: 
Paul Kuhr - vocals 
Larry Roberts - guitars, vocals 
Vito Marchese - guitars 
Mike Feldman - bass 
Garry Naples - drums 

TRACKLIST: 
1. Petrichor [06:12] 
2. The Witness Marks [04:44] 
3. Nephilim Grove [06:48] =ASCOLTA= 
4. What We Become [06:31] =VIDEO= 
5. Adagio [05:35] 
6. Black Light [06:09] 
7. The Clearing Blind [05:39] 
8. Still Wrath [05:35] =ASCOLTA= 
9. The Obelus [05:46] 

Running time: 52:59 

opinioni autore

 
Dopo trent'anni di carriera i Novembers Doom non si scostano di dosso l'ombra dei My Dying Bride 2019-11-04 18:00:28 Daniele Ogre
voto 
 
3.0
Opinione inserita da Daniele Ogre    04 Novembre, 2019
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Sono ben trenta gli anni di attività dei Novembers Doom (primi tre dei quali col nome Laceration), trent'anni in cui la band di Chicago si è mantenuta sempre abbastanza prolifica visto che con il qui in esame "Nephilim Grove" Paul Kuhr e soci tagliano il traguardo dell'undicesimo album. Nel corso degli anni la fan base dei Novembers Doom è sempre stata crescente e costante nell'amore per questa band, che però, a mio avviso, ha SEMPRE pagato dazio alla band che ne ha influenzato il sound ai primordi: i My Dying Bride. C'è sempre stata, durante il corso dell'oggi trentennale carriera dell'act statunitense, la sovrastante ombra della leggendaria band inglese nel sound dei Novembers Doom, anche quando, con il corso del tempo, i Nostri hanno aggiunto al proprio carniere un oscuro Death progressivo à la Opeth - anche in questo caso marcando forse troppo le influenze -. I Novembers Doom sono sempre stati una band qualitativamente ottima, sia chiaro, ma è vero anche che hanno quasi sempre pagato in personalità a mio avviso, venendo in meno in quell'unicum del tutto personale che avrebbe fatto risaltare maggiormente un gruppo che è sempre e comunque capace di scrivere buonissima musica. "Nephilim Grove" non fa eccezione, pur potendo contare su un paio di brani decisamente degni di nota come l'ottima title-track (seppur troppo tremendamente 'mydyingbridiana') e come la magnifica "What We Become", mentre il resto della tracklist scorrerà via anche piacevolmente, vero, ma non riesce a lasciare il segno, come ad esempio è successo con l'ultimo album degli svedesi In Mourning, altra band le cui influenze sono più che palesi, ma che ha anche personalità a pacchi; pezzi come "The Witness Marks" e "Still Wrath" sulle prime riescono anche in un certo qual modo a colpire, ma col piccolo particolare che già alla traccia seguente già non ci se ne ricorda più - ed è un peccato perché il refrain di "The Witness Marks" non è nemmeno così male -. Se poi vi capiterà di ascoltare "The Clearing Blind", chi non ci trova in maniera cristallina l'influenza dei Katatonia è pregato di contattarmi e dirmelo.
Stessa storia di sempre insomma con i Novembers Doom: una band più che buona, ma a cui manca sempre qualcosa per un salto di qualità che sembra sempre dietro l'angolo, ma che sembra loro irraggiungibile. Lavoro sufficiente questo "Nephilim Grove", e proprio per questo possiamo dire che è quasi una mezza delusione. Arrivati a questo punto, credo che anche in futuro non vedremo sostanziali cambiamenti.

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