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Feroce Black/Death ed elementi folkloristici mediorientali: ottima la prova degli israeliani Arallu Feroce Black/Death ed elementi folkloristici mediorientali: ottima la prova degli israeliani Arallu

Feroce Black/Death ed elementi folkloristici mediorientali: ottima la prova degli israeliani Arallu

recensioni

gruppo
titolo
En Olam
etichetta
Satanath Records
Anno

PROVENIENZA: Israele 

GENERE: Black/Death Metal 

FFO: Melechesh, AlNamrood, Odious, Rudra, Absu 

LINE UP: 
Butchered - vocals, bass 
Gal Pixel - guitars, vocals 
Omri Yagen - guitars, vocals 
Eylon Bart - saz, darbuka, vocals 
Assaf Kasimov - drums 

TRACKLIST: 
1. The Centre of the Unknown [04:11] =VIDEO= 
2. En Olam [03:15] =ASCOLTA= 
3. Devil's Child [04:56] =ASCOLTA= 
4. Guard of She'ol [04:35] =VIDEO= 
5. Vortex of Emotions [06:11] 
6. Achrit Ha'Yamim [01:43] 
7. Prophet's Path [03:23] =ASCOLTA= 
8. Unholy Stone [02:57] 
9. Trail by Slaves [03:54] 
10. Spells [03:16] 

Running time: 38:21 

opinioni autore

 
Feroce Black/Death ed elementi folkloristici mediorientali: ottima la prova degli israeliani Arallu 2019-11-08 17:00:10 Daniele Ogre
voto 
 
3.5
Opinione inserita da Daniele Ogre    08 Novembre, 2019
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

La scena Metal israeliana ci ha sempre portato all'ascolta di un tipo di musica decisamente particolare; basti pensare a quelle che sono le tre bands più famose provenienti da quelle lande mediorientali, ossia Orphaned Land, Melechesh e i meno famosi ma altrettanto veterani Arallu: ciò che unisce questi gruppi è il loro contraddistinguersi grazie alle influenze della musica locale e delle leggende del folklore di quelle affascinanti terre. Guidati come sempre dal cantante/bassista Butchered, gli Arallu sono la parte più estrema di questo triangolo, grazie al loro Black/Death sì diretto e, potremmo dire, spietato, ma in cui per l'appunto non mancano affatto elementi Folk mediorientali. Con "En Olam" (la traduzione dall'ebraico è "Non c'è mondo"), gli Arallu tagliano il traguardo del settimo album, tornando ai fasti di due ottimi lavori come "Satanic War in Jerusalem" e "Geniewar", migliorando sensibilmente la prestazione rispetto al predecessore di quest'ultima fatica, il comunque buono - ma non all'altezza dei due succitati - "Six". Butchered e soci riescono in "En Olam" ad equilibrare le due anime che compongono il loro sound, dando il giusto spazio alle influenze mediorientali, che però non vanno a sovrastare il lato Extreme Metal dell'act israeliano, capace di spietate accelerazioni come in "Devil's Child", uno dei pezzi che più colpiscono di quest'album, insieme alle precedenti "The Centre of the Unknwn" e la title-track "En Olam", oltre che la più lunga "Vortex of Emotions", che proprio grazie al minutaggio più lungo riesce ad essere un perfetto sunto delle splendide sonorità dei Nostri. Fondamentale per questo l'apporto di Eylon Bart, che si occupa degli strumenti tipici (saz e darbuka): Bart, in combutta con il solito Butchered, è riuscito a trovare la quadratura del cerchio e ad inserire perfettamente gli elementi folkloristici all'interno delle bordate Black/Death della band.
Quello degli Arallu è un nome ben conosciuto tra chi apprezza questo particolare genere, eppure non tanto quanto i due più famosi gruppi connazionali; "En Olam" dimostra come i Nostri meritino, detto sinceramente, di esser messi sullo stesso gradino di Melechesh ed Orphaned Land, dato che con "En Olam" sono probabilmente riusciti a tirar fuori l'album più completo della loro discografia.

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