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Con "Simulacrum" i romani Hideous Divinity tirano fuori il loro lavoro ad oggi più completo Con "Simulacrum" i romani Hideous Divinity tirano fuori il loro lavoro ad oggi più completo

Con "Simulacrum" i romani Hideous Divinity tirano fuori il loro lavoro ad oggi più completo

recensioni

titolo
Simulacrum
etichetta
Century Media Records
Anno

PROVENIENZA: Italia 

GENERE: Technical Death Metal 

SIMILAR ARTISTS: Aborted, Nile, Beneath, Hour of Penance, Deeds of Flesh 

LINE UP: 
Enrico H. Di Lorenzo - vocals 
Enrico Schettino - guitars 
Riccardo Benedini - guitars 
Stefano Franceschini - bass 
Giulio Galati - drums 

TRACKLIST: 
1. Deleuzean Centuries [05:02] 
2. The Embalmer [04:36] =VIDEO= 
3. Condense [00:28] 
4. Anamorphia Atto III [06:08] 
5. The Deaden Room [03:33] =ASCOLTA= 
6. Actaeon [04:33] 
7. Bent Until Fracture [04:29] 
8. Seed of Future Horror [04:35] =ASCOLTA= 
9. Prey to a Vision [03:47] 
10. Implemini Exition [03:41] 

Running time: 40:52 

opinioni autore

 
Con "Simulacrum" i romani Hideous Divinity tirano fuori il loro lavoro ad oggi più completo 2019-11-08 18:38:15 Daniele Ogre
voto 
 
4.5
Opinione inserita da Daniele Ogre    08 Novembre, 2019
Ultimo aggiornamento: 08 Novembre, 2019
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Quello degli Hideous Divinity è stato un percorso di crescita costante, tanto da diventare uno dei punti di riferimento per quel che concerne la frangia più moderna del Technical Death Metal; una crescita che sembrava aver raggiunto il propri apice con l'ottimo "Adveniens" di un paio d'anni fa, disco in cui nuovi elementi si andavano ad aggiungere al devastante ed ipertecnico sound della band romana, soprattutto per quello che riguarda un riffingwork in cui facevano capolino taglienti passaggi Blackened. Le ottime prove in "Adveniens" e nei successivi tour, ha portato Enrico Schettino e compagnia ad uno dei passaggi più importanti della loro carriera: il deal con Century Media, che licenzia la quarta opera in casa Hideous Divinity: "Simulacrum". Come già si è potuto sentire dai tre debordanti singoli apripista "The Embalmer", "The Deaden Room" e "Seed of Future Horror", il quintetto romano prosegue imperterrito per la propria strada, adottando le soluzioni che hanno reso un successo il precedente lavoro: tecnica a dir poco invidiabile, il drumming di Giulio Galati sempre potente e preciso in maniera chirurgica, un riffingwork ora incredibilmente granitico ora tagliente con quei passaggi Blackened di cui sopra (e che non risente dell'abbandono di Giovanni Tomassucci, sostituito da Riccardo Benedini), il tutto ovviamente impreziosito dalle sempre tecnicamente ineccepibile prova dietro al microfono di Enrico H. Di Lorenzo. Con gli HD però non si tratta solo di velocità, violenza e tecnica: andando più a fondo si scopre come il songwriting della band romana sia particolarmente ispirato e curato, con un lavoro di arrangiamento certosino che rende il lavoro degli Hideous Divinity di certo più complesso rispetto all'assalto all'arma bianca che si può credere ("Anamorphia Atto III" e "Bent Until Fracture" sono probabilmente gli esempi più lampanti). Ovviamente, non mancano le "mazzate tout court", con passaggi di violenza inaudita che trovano il loro apice nella terremotante "The Deaden Room".
Grosso merito degli Hideous Divinity è stato quello di affrontare il passaggio ad un vero e proprio colosso senza alcun timore reverenziale, proseguendo quello che è il loro percorso di crescita musicale. Per gli amanti di quelle sonorità che coniugano massima brutalità e tecnica eccelsa, "Simulacrum" è di sicuro un "MUST HAVE!" di questo 2019. Oltre che essere, ad oggi, il lavoro più completo del quintetto capitolino.

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