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Buono l'esordio dei Turbokill Buono l'esordio dei Turbokill Nuovo

Buono l'esordio dei Turbokill

recensioni

gruppo
titolo
"Vice world"
etichetta
SPV/Steamhammer
Anno

TRACKLIST:
1. The grand delusion
2. Vice world
3. War thunder
4. Pulse of the swarm
5. Global monkey show
6. Sail with pirates
7. Turbokill
8. Kill the lie
9. Don't deal with the devil
10. Track n'spy
11. End of days
12. Fortress of the universe

LINE-UP:
Stephan Dietrich (vocals)
Ronny Schuster (rhythm guitar)
Daniel Kanzler (lead guitar)
Marco "Fox" Grünwald (bass)
Philipp "Nafta“ Dießl (drums)

opinioni autore

 
Buono l'esordio dei Turbokill 2019-11-09 08:42:17 Ninni Cangiano
voto 
 
3.5
Opinione inserita da Ninni Cangiano    09 Novembre, 2019
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Stephan Dietrich, dopo la conclusione dell’esperienza con gli Alpha Tiger (band poi scioltasi poco dopo), nel 2016 ha pensato di fondare una band tutta sua, reclutando altri musicisti nell’underground tedesco; è così che sono nati i Turbokill e questo “Vice world” è il loro debut album, dopo l’EP omonimo uscito lo scorso anno, i cui 4 pezzi fanno comunque parte dell’album (tracce 3 – 5 – 7 e 9). Il full-lenght è composto da 11 pezzi, cui si aggiunge la solita inutilissima intro, che può essere skippata tranquillamente. Lo stile della band è un classicissimo heavy/power con qualche rara spruzzata di hard rock e di buon vecchio speed, un sound molto frizzante e ritmato, decisamente orecchiabile e cantato con una voce pulita e squillante dall’ottimo leader della band (chi conosce gli Alpha Tiger, già è al corrente delle sue qualità). Canzoni piacevoli ce ne sono sicuramente diverse, come ad esempio le prime due della tracklist, “Vice world” e “War thunder”, ritmate e belle toste, la melodica “Kill the lie” o anche la frizzante accoppiata finale “End of days”/”Fortress of the universe”. Ciò che latita in questo disco è sicuramente l’originalità, dato che i Turbokill non propongono nulla di nuovo o niente che non sia già stato suonato da tante bands prima di loro. Ma non ritengo che sia questo l’obiettivo del gruppo tedesco, quanto quello di suonare la propria musica preferita e dare sfogo alla propria passione. Per chi è appassionato di certe sonorità, di conseguenza, avremo un prodotto sicuramente gradevole da ascoltare ed indubbiamente appetibile; di contro, i maniaci dell’originalità a tutti i costi o chi cerca solo violenza sonora per dare sfogo alla propria energia, dovrà tenersi ben lontano da questo disco. Per quanto mi riguarda, ho ascoltato “Vice world” più volte senza alcuno sforzo, ma anzi più che piacevolmente; mi rendo conto che molto probabilmente i Turbokill non passeranno alla storia del metal, ma il loro heavy/power è sicuramente ben fatto e merita sicuramente più della sufficienza.

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