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The 69 Eyes: i vampiri di Helsinki riscoperchiano le bare The 69 Eyes: i vampiri di Helsinki riscoperchiano le bare

The 69 Eyes: i vampiri di Helsinki riscoperchiano le bare

recensioni

titolo
West End
etichetta
Nuclear Blast
Anno

Line-up:
Jyrki69 | Vocals
Bazie | Lead guitar
Timo-Timo | Guitar
Archzie | Bass
Jussi69 | Drums

Tracklist:
1. Two Horns Up 3:57
2. 27 & Done 4:17
3. Black Orchid 4:15
4. Change 5:38
5. Burn Witch Burn 3:17
6. Cheyenna 4:09
7. The Last House On The Left 3:47
8. Death & Desire 4:40
9. Outsiders 3:36
10. Be Here Now 4:19
11. Hell Has No Mercy 6:43

opinioni autore

 
The 69 Eyes: i vampiri di Helsinki riscoperchiano le bare 2019-11-09 18:49:06 MASSIMO GIANGREGORIO
voto 
 
4.0
Opinione inserita da MASSIMO GIANGREGORIO    09 Novembre, 2019
Ultimo aggiornamento: 10 Novembre, 2019
Top 50 Opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Metti che una sera ti senta in vena di fare il giocherellone, magari proprio per festeggiare adeguatamente Halloween e voglia scovare la colonna sonora che meglio si addica alla bisogna: beh, non puoi certo fare a meno di rievocare i vampiri di Helsinki, ossia i 69 Eyes.
Fin da quando hanno scoperchiato le loro bare, nel lontano 1989, i nostri “non morti” si sono dedicati anima (nera) e corpo ad una sorta di “goth rock’n’roll” che affonda le radici nelle sinistre e malinconiche sonorità della migliore darkwave anni ’80 dove Bauhaus, Sisters of Mercy, Siouxie and The Banshees e compagnia bella (si fa per dire) spadroneggiavano anche nelle charts discografiche. L’amicizia di lunga data tra Jyrki69 e Dani Filth, risalente al 1995, ha contribuito ad incupire ulteriormente il tutto, a partire dal cantato del frontman finnico, un ibrido tra Glenn Danzig, Andrew Eldritch (Sisters of Mercy) e Ville Valo dei conterranei Him. Così come non si può non notare l’influenza di quelli che furono i Southern Death Cult, poi trasformatisi in Death Cult ed infine in Cult, ben prima che i vampiri finlandesi si destassero dai loro loculi foderati di rosso. Un cantato a tinte fosche, cavernoso ma sempre ben dinamico, esattamente come tutto il contesto sfoggiato nelle undici tracce delle quali si compone questo “West End”. Un album sotto sotto concepito per festeggiare degnamente il trentesimo anniversario della band (sebbene loro stessi si dichiarino una band senza tempo, dimenticata dalla storia e che ha rifiutato e rifiuta di morire). Tra queste, spiccano gli unici deragliamenti in territorio metal costituito dalle tracks “The Last House on the Left”, che rende omaggio all’omonimo b-movie horror, e “Outsider” caratterizzate da un vero e proprio riff superheavy ben congegnato ed infarcite di ospiti d’onore, come si conviene ad un trentesimo anniversario che si rispetti.
Prima che la triste mietitrice si rammenti di voi e di dove abitate, dovete assolutamente acquistare questa ultima fatica dei 69 Eyes, il cui ascolto è da inserire nella lista delle cose da fare prima di tirare le cuoia.

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