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Terzo album per i Signs Of The Swarm: finalmente un lavoro più maturo e diretto Terzo album per i Signs Of The Swarm: finalmente un lavoro più maturo e diretto

Terzo album per i Signs Of The Swarm: finalmente un lavoro più maturo e diretto

recensioni

titolo
Vital Deprivation
etichetta
Unique Leader Records
Anno

PROVENIENZA: USA

GENERE: Deathcore

LINE-UP:
David Simonich - Vocals
Cory Smarsh - Guitar
Jacob Toy - Guitar
Bobby Crow - Bass
Jimmy Pino - Drums

TRACKLIST:
1.Vital Deprivation
2.Tempting Death =LYRIC VIDEO=
3.Celestial Ascendance
4.Malformed Dissonance
5.Lost Within Reflection
6.The Blood
7.Crown of Nails =VIDEO=
8.Undying Fidelity
9.Inevitable Affliction
10.Malevolent Enslavement =VIDEO=
11.Martyr Unto Dusk

opinioni autore

 
Terzo album per i Signs Of The Swarm: finalmente un lavoro più maturo e diretto 2019-11-10 17:30:34 Luigi Macera Mascitelli
voto 
 
3.5
Opinione inserita da Luigi Macera Mascitelli    10 Novembre, 2019
Ultimo aggiornamento: 10 Novembre, 2019
Top 50 Opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Il panorama deathcore americano è forse quello più importante, ampio e famoso nel mondo. Non è raro, oltre alle storiche band nate nei primi 2000, incappare in realtà nate da poco tempo che subito sfornano degli ottimi album nella disperata corsa al trono. Tra questi nuovissimi gruppi non posso non citare i Signs Of The Swarm: il quintetto di Pittsburgh, infatti, nasce solamente nel 2014, ma conta già all'attivo due full-length di buona fattura. Seppur non eccellenti dal punto di vista creativo e, a mio avviso, leggermente ripetitivi, i due lavori procurarono un discreto successo alla band e non è un caso che furono presi sotto l'ottima ala della Unique Leader Records, ad oggi la label che più di tutte si occupa di deathcore e sottogeneri vari.

Con questa premessa vi presento "Vital Deprivation", terzo album per i Signs e primo -finalmente- che ha qualcosa in più rispetto al passato: maturità e impatto notevoli. Freschissimo anche di una nuova line-up, che vede in particolare l'abbandono del vocalist CJ McCreery in favore di David Simonich, l'album è ancora votato alle sonorità slamming death tipiche del quintetto, ma questa volta lo fa con una grinta ed un'energia che mi ha lasciato notevolmente appagato dopo l'ascolto. Sarà per la nuova voce che supera molto bene la prova ed in grado di incastrarsi bene tra pig squeal acuti e growl gutturali, sarà il sound più pieno e granitico, saranno le tracce molto più incazzate di prima... non lo so. L'unica cosa che conta è che "Vital Deprivation" saprà regalarvi quasi quaranta minuti di sonori schiaffoni sulla faccia e si configura come il migliore della discografia dei Signs. Chiaramente non si tratta di un lavoro totalmente scevro di difetti: se da un lato è vero che le tracce riescono a spiccare e a saper intrattenere, dall'altro si avverte ancora quel sapore di ripetitività. La ragione è da ricercarsi sicuramente nella struttura dei brani che tendenzialmente propone gli stessi pattern che ad un orecchio più allenato o ad un ascolto più attento saltano fuori. Nel complesso però tutto fila liscio come l'olio e le tracce non incespicano neanche a pagarle: "Tempting Death", "Malformed Dissonance" o la ferocissima "Crown of Nails" vi faranno letteralmente schizzare il cervello dalle orecchie. Ben fatto ragazzi!

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