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Sur Austru, in attesa di lavori migliori. Sur Austru, in attesa di lavori migliori.

Sur Austru, in attesa di lavori migliori.

recensioni

titolo
Meteahna Timpurilor
etichetta
Avantgarde Music
Anno

Line up:
Tibor Kati - vocals/guitars/keyboards
Corodan Ovidiu - bass
Petrica Ionutescu - traditional instruments
Mihai Florea - guitar
Ionut Cadariu - flute
Nadaban Sergiu - drums

Tracklist:
1. De dincolo de munte
2. Puhoaielor
3. Mistuind
4. Bradul cerbului
5. Jale
6. Dor Austru
7. In timp vernal
8. Jabracie

opinioni autore

 
Sur Austru, in attesa di lavori migliori. 2019-11-10 18:46:33 Rob M
voto 
 
3.0
Opinione inserita da Rob M    10 Novembre, 2019
Ultimo aggiornamento: 10 Novembre, 2019
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Sur Austru "Meteahna Timpurilor", stampato dalla Avantgarde Music e primo album per questo progetto rumeno che riprende la dove i Negurǎ avevan lasciato dopo la morte di Gabriel Mafa. Un disco che purtroppo non ho apprezzato e che rimane ben lontano da ció che potrei gradire durante i miei ascolti settimanali.
I nostri riprendono là dove il progetto precedente aveva lasciato, in maniera abbastanza patetica, con un disco che gode di grandi orchestrazioni ed una buonissima dose di noia generale che, sin da "De Dincolo De Munte" rimane costante.
Al limite del power, con un flauto che fa da contorno ai momenti piú interessanti, i nostri - figli del black metal est europeo di scuola ucraina e russa - non riescon generalmente ad uscire dal giá seminato. Ci son alcuni momenti interessanti, questo si, ma limitati a pochi frangenti che spesso e volentieri sforano nel pacchiano, nel forzatamente rock/metal, al limite del pop.
Nell'insieme ci si ritrova abbastanza spiazzati, e si rimpiangono lavori del progetto passato, quei pilastri come ad esempio "'N Crugu Bradului" o "Om".
I nostri non riescon ad affondare là dove il build-up costante cerca di imbastire atmosfere arcane e occulte, che purtroppo non sfociano mai nel capolavoro che invece vorrebbero raggiungere. Influenze molteplici, fanno di questo disco un prodotto simile al famoso "Light Of Day, Day Of Darkness" dei Green Carnation in combinazione con In The Woods, Drudkh e sonoritá da primi del nuovo millennio, senza peró raggiungere il genio di Green Carnation o In The Woods, o la rabbia pagana di progetti come i Drudkh.
Seppur il tutto potrebbe pur risultare interessante a parole, nel complesso si perde spesso e volentieri in soluzioni in cui la cattiveria viene sostituita dall'epicitá, in cui il blast-beat viene accompagnato da cori monotoni.
I Sur Austru cercan di esser catchy, cercan il pubblico giovane, cercan l'epicitá fine a sé stessa, cercan le strutture che possan colpire per le orchestrazioni, fallendo a piú riprese e non riuscendo a tirar fuori dal cilindro niente di buono.
Un lavoro per le masse, che lascia il tempo che trova, e che suo malgrado raggiungerá un pubblico vastissimo riuscendo a proporsi come la nuova incarnazione di un gruppo storico ed indimenticabile.
Da notare che il brano forse piú interessante é l'intermezzo "Jale" che suona come un connubio tra Pink Floyd e Jocelyn Pook. Il resto, prendetelo con le pinze.
Esiste un pubblico per tutto, e sicuramente esiste un pubblico per un prodotto come questo, possa esso essere inteso come inutile o incredibile.
Personalmente ho trovato questo disco "retró", eppur non in maniera positiva. Nei momenti lenti i nostri dan il meglio di sé, con soluzioni interessanti e sotto alcuni punti di vista "sperimentali", in quelli veloci perdon su tutta la linea. Le orchestrazioni son il punto debole, incapaci di andar di pari passo con l'idea "moderna" che la band cerca di abbracciare.
Aspetto un lavoro migliore, senza ombra di dubbi, per il futuro di questo progetto.

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