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Pretty Maids, fin troppo moderni e catchy Pretty Maids, fin troppo moderni e catchy

Pretty Maids, fin troppo moderni e catchy

recensioni

titolo
Undress Your Madness
etichetta
Frontiers Music
Anno

Tracklist:
1. Intro
2. Serpentine
3. Firesoul Fly
4. Undress Your Madness
5. Will You Still Kiss Me (If I See You In Heaven)
6. Runaway World
7. If You Want Peace (Prepare for War)
8. Slavedriver
9. Shadowlands
10. Black Thunder
11. Strength of a Rose

Line-up:
Ronnie Atkins - Voice
Ken Hammer - Guitars
Rene Shades - Bass
Chris Laney - Keyboards
Allan Sørensen - Drums

opinioni autore

 
Pretty Maids, fin troppo moderni e catchy 2019-11-12 12:13:12 Federico Orano
voto 
 
3.0
Opinione inserita da Federico Orano    12 Novembre, 2019
Ultimo aggiornamento: 12 Novembre, 2019
#1 recensione  -   Guarda tutte le mie opinioni

Dai danesi Pretty Maids è lecito attendersi una buona dose di heavy melodico e potente ma questo nuovo “Undress Your Madness” ha decisamente deluso le nostre aspettative e vi spiegheremo ben presto il motivo.

Nei dieci pezzi che compongono la tracklist del full length in questione, sembra che la band punti eccessivamente su melodie catchy ed un toccco moderno che poco ha a che vedere con lo spirito della band. Insomma "Undress Your Madness" non è un brutto disco e possiede qualche momento piacevole da ascoltare, come l'opener ”Serpentine” e la bella cazzuta “Slavedriver”, ma in generale la sensazione è che la band abbia cercato più di andare verso le mode del momento (ma siamo poi così sicuri che il caro vecchio heavy metal non tiri più?), dimenticando un po' le radici del proprio sound e la cosa si era già intravvista con il precedente "Kingmaker" dato alle stampe nel 2016. La voce di Ronnie Atkins fatica a graffiare ma proprio perchè sono i pezzi a non richiedere la grinta della sua ugola, basti ascoltare l'iper melodica e radiofonica “Firesoul Fly” e mielosa ballatona “Will You Still Kiss Me (If I See You In Heaven)”. Il disco continua su questo mood con il mid tempo zuccheroso “Shadowlands” fino all'altra lentona del disco che risponde al nome di “Strength of a Rose”.

Inutile dire che ci si aspettava di più dai Pretty Maids, band in grado in passato di scrivere alcune grandi pagine dell'heavy metal classico.

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10
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