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Secondo album per quella che è probabilmente la più 'marcia' band del pianeta: i Pissgrave

recensioni

gruppo
titolo
Posthumous Humiliation
etichetta
Profound Lore Records
Anno

PROVENIENZA: U.S.A. 

GENERE: Death Metal 

FFO: (early) Carcass, (early) Deicide, Revenge, Incantation, Autopsy 

LINE UP: 
Demian Fenton - guitars, vocals 
Tim Mellon - guitars, vocals 
Brad D. - bass 
Matt Mellon - drums 

TRACKLIST: 
1. Euthanasia [03:40] =ASCOLTA= 
2. Canticle of Ripping Flesh [05:12] 
3. Funereal Invasion [04:23] 
4. Catacomb of Putrid Chambers [06:00] 
5. Into the Deceased [04:28] 
6. Posthumous Humiliation [04:18] 
7. Emaciated [05:01] 
8. Celebratory Defilement [04:42] 
9. Rusted Wind [05:36] 

Running time: 43:20 

opinioni autore

 
Secondo album per quella che è probabilmente la più 'marcia' band del pianeta: i Pissgrave 2019-11-12 18:24:34 Daniele Ogre
voto 
 
3.5
Opinione inserita da Daniele Ogre    12 Novembre, 2019
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Per i fans della nuova ondata di Death Metal proveniente dagli States, quello dei Pissgrave è di certo un nome che non sarà passato inosservato; nessuno infatti, a nostro avviso - e non solo -, si può anche solo lontanamente avvicinare al grado di marciume sonoro raggiunto dal quartetto di Philadelphia. Un miscuglio di Death novantiano (primissimi Deicide, Incantation, Autopsy) e Blackened Death (Revenge, Blasphemy) tenuto insieme da un Goregrind della primissima ora (i Carcass di "Reek of Putrefaction" insomma) è ciò che possiamo trovare nelle caotiche sonorità della band statunitense, il cui approccio è votato essenzialmente alla violenza allo stato brado. Eppure, nonostante la violenza sonora insita nel DNA dei Nostri ed una produzione estremamente caotica, sono da segnalare dei passi in avanti verso una certa maturità di songwriting per i Pissgrave: rispetto al debutto datato 2015, "Suicide Euphoria", "Posthumous Humiliation" è un album meno 'istintivo'. I brani, in questa seconda opera della band di Philly sono mediamente più lunghi ed alla solita carta vetrata che sono i loro riff, i Pissgrave danno spazio anche a pesantissimi break che, oltre ad appesantire ulteriormente la proposta dei Nostri, rendono ancora più sinistre e malevole le composizioni; pezzi come "Funeral Inversion" e la più lunga "Catacombs of Putrid Chambers" ne sono un esempio più che perfetto.
Senza girarci tanto attorno, i Pissgrave sono talmente 'marci' da far sembrare le produzioni di gruppi come Mortiferum, Fetid, ecc. ecc., quasi ai livelli delle grandi produzioni odierne. Tra la potenza scatenata dal quartetto americano e le atmosfere catacombali, ascoltare i Pissgrave è più o meno come sniffare una striscia di coca usando come appoggio un cadavere in putrefazione all'interno di una bara appena scoperchiata. Sì, direi che questa immagine rende bene l'idea.

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