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Per gli Immanifest un debutto che sembra essere arrivato con qualche anno di ritardo Per gli Immanifest un debutto che sembra essere arrivato con qualche anno di ritardo Hot

Per gli Immanifest un debutto che sembra essere arrivato con qualche anno di ritardo

recensioni

titolo
Macrobial
etichetta
The Artisan Era
Anno

PROVENIENZA: U.S.A. 

GENERE: Symphonic Black/Death Metal 

FFO: Dimmu Borgir, Old Man's Child, Enfold Darkness, Septicflesh, Fleshgod Apocalypse 

LINE UP: 
Eric "Eldrik Bloodaxe" Avant - vocals 
Christopher "Dracin" Sortino - vocals 
Asgrim Allen Nunn - guitars, synth, clean vocals 
Anton Kalaj - guitars, synth 
David Belmonte - bass 
Chris Pistillo - drums 

TRACKLIST: 
1. Energy Weapons Formed Against Us [02:15] 
2. Ultraterrestrial Creation [05:01] =ASCOLTA= 
3. Wandjina [05:15] =ASCOLTA= 
4. Emissaries of Ikhenaton [06:24] 
5. Black Miracle [04:50] =ASCOLTA= 
6. Jahbulon's Labyrinth [04:38] 
7. Orbis Speculari [01:39] 
8. Niflheim [04:56] 
9. Spirits of Old [06:56] 

Running time: 41:54 

opinioni autore

 
Per gli Immanifest un debutto che sembra essere arrivato con qualche anno di ritardo 2019-11-12 20:38:13 Daniele Ogre
voto 
 
3.0
Opinione inserita da Daniele Ogre    12 Novembre, 2019
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Si formano nel 2008, debuttano nel 2010 con l'EP "Qliphotic", ma solo oggi, anno domini 2019, arrivano a pubblicare il primo lavoro su lunga distanza gli statunitensi Immanifest, band Symphonic Black/Death proveniente dalla capitale del Death Metal americano, Tampa in Florida. Un lavoro che ha avuto una lunga gestazione (le prime pre-produzioni sono risalenti ad almeno otto anni fa) e che vede oggi la luce grazie a The Artisan Era, quello degli Immanifest, il cui sound ricorda sin da subito quello dei Dimmu Borgir in primis - quelli dell'ultimo periodo con la parte sinfonica accompagnata da futuristici synth -, così come Old Man's Child ma anche Septicflesh e Fleshgod Apocalypse, questi ultimi soprattutto per un uso altisonante delle orchestrazioni. Detta così, può sembrar facile che gli Immanifest possano cadere nella trappola del 'già sentito', ed a tratti è in effetti così, ma è anche vero che i Nostri sopperiscano con un alto tasso tecnico ed una buona maturità nella scrittura delle liriche (occultismo, esoterismo ebraico...), come possiamo ascoltare ad esempio nell'opener "Ultraterrestrial Creation" (non contando ovviamente l'intro "Energy Weapons Formed Against Us"). Alcune delle soluzioni usate dagli Immanifest sanno un po' di "usato sicuro" - e ci riferiamo ad esempio alla parte solista di "Ultraterrestrial Creation" che ricorda i Fleshgod di "King" o all'inconfondibile mix Dimmu Borgir/Septicflesh di "Wandjina" - e spesso le orchestrazioni sembrano essere fin troppo in primo piano rispetto al resto, ma ciò non toglie che si riesce ad apprezzare comunque il buon lavoro sia dei due vocalist che del drummer Chris Pistillo (probabilmente l'MVP del disco). "Macrobial", insomma, è ben lungi dall'essere un brutto album, ha anzi diversi spunti interessanti, ma vuoi forse per, appunto, la lunga gestazione, sembra essere arrivato con qualche anno di ritardo. Gli amanti delle sonorità estreme a tinte fortemente sinfoniche troveranno comunque soddisfacente, a nostro avviso, l'ascolto di questo debutto targato Immanifest.

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