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Gli svizzeri Consumed by Vultures con uno dei concept album maggiormente curati che siano mai stati scritti Gli svizzeri Consumed by Vultures con uno dei concept album maggiormente curati che siano mai stati scritti Hot

Gli svizzeri Consumed by Vultures con uno dei concept album maggiormente curati che siano mai stati scritti

recensioni

titolo
Pseudobiblion
etichetta
Rising Nemesis Records
Anno

PROVENIENZA: Svizzera 

GENERE: Brutal Death Metal 

FFO: Misery Index, Deeds of Flesh, Hour of Penance, Defeated Sanity, Decrepit Birth 

LINE UP: 
Alex Medici - vocals 
Simone Di Cerbo - vocals 
Timoteo Costantini - guitars 
Mattia La Delfa - guitars 
Matteo Valenti - bass 
Nereo Costantini - drums 

GUEST: 
Jason Melidonie (Cytotoxin) - guitar solo on track 5 

TRACKLIST: 
1. Canto I. Proemio [01:27] 
2. Canto II. L'Albero Sacro [03:38] 
3. Canto III. Cenere [03:24] 
4. Canto IV. Architetti dell'Ignoto [03:10] =ASCOLTA= 
5. Canto V. La Grande Piramide [03:32] 
6. Canto VI. Servi del Fuoco [07:18] 
7. Canto VII. Encaustum-Papyrus Excelsi [03:22] =ASCOLTA= 
8. Canto VIII. L'Erede [03:21] 
9. Canto IX. Gli Occhi dei Divini [04:21] 
10. Canto X. La Scrittura Ultima [03:22] 

Running time: 37:05 

opinioni autore

 
Gli svizzeri Consumed by Vultures con uno dei concept album maggiormente curati che siano mai stati scritti 2019-11-16 18:24:05 Daniele Ogre
voto 
 
4.5
Opinione inserita da Daniele Ogre    16 Novembre, 2019
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Citando dalle estremamente precise note che accompagnano quest'album, uno pseudobiblion è un libro immaginario citato come vero in un'opera letteraria; il Necronomicon, per intenderci, è l'esempio più famoso di pseudobiblion. Ed è anche il tema alla base di questa seconda fatica dei brutal death metallers ticinesi Consumed by Vultures, la cui genesi però è da ricercare nel debut album: in "In Eterno" i Nostri si sono immaginati un'entità superiore che dalla sua genesi arriva attraverso un percorso al terminare l'intera vita sul pianeta, il tutto in un ciclo che si ripete all'infinito ("In Eterno", per l'appunto); i Consumed by Vultures riprendono lo stesso concept, ampliandolo con quello che, in un termine da serie tv, potremmo quasi definire uno spin-off: durante uno di questi cicli, l'entità decide di scrivere un libro, in cui parla dei pianeti dov'è nata in tre dei sui cicli.
Già da questo si può comprendere come "Pseudobiblion" sia un disco scritto con una cura a dir poco maniacale, ma non è tutto: è ispirato alla Divina Commedia per quanto riguarda la struttura (diviso in tre cantiche da tre canti ciascuno più un'intro/proemio, mentre la Divina Commedia a tra cantiche da trentatré canti, più il proemio) e lo stile (le parti in italiano hanno undici sillabe come la Divina Commedia, quelle in inglese dieci come nella poesia anglosassone). E non bastasse ancora, i Consumed by Vultures hanno diviso il tutto in tre temi, con ogni tema suddiviso in tre sezioni, il cui schema dà addirittura una doppia chiave di ascolto: lo si può ascoltare sia in maniera canonica dalla 1 alla 10, in modo da ascoltare l'inizio dei tre temi, poi le parti centrali e il finale, o lo si può ascoltare per ogni tema nella sua interezza variando semplicemente l'ordine di ascolto (che sarebbe in questo caso: 1, 2, 5, 8, 3, 6, 9, 4, 7, 10).
Ecco, ora che avete un'idea ben chiara di come sia stato scritto questo concept album (e vi ho risparmiato la sinossi dei tre temi), possiamo passare anche lato prettamente musicale di quest'opera, e mai termine fu più azzeccato. Il sestetto ticinese è dedito ad un Technical/Brutal Death Metal in cui possiamo trovare soprattutto elementi più moderni nel modo d'intendere il genere; non un assalto all'arma bianca insomma, ma una grandissima cura anche nella composizione: una sezione ritmica tellurica che accompagna un lavoro chitarristico estremamente vario che passa dalle classiche sfuriate Brutal Death a passaggi più armonici fino a fucilate dal flavour Blackened, caratteristica primaria, questa, soprattutto dei nostri Hour of Penance e Hideous Divinity. Il risultato è un album che, oltre alla doppia chiave di lettura/ascolto che già di suo dovrebbe accendere non poco l'interesse, non annoia mai durante i suoi quasi quaranta minuti di durata, in cui troviamo anche un paio di episodi 'filler' che possiamo però perdonare alla luce di bordate come "Canto VII. Encaustum-Papyrus Excelsi", "Canto IV. Architetti dell'Ignoto" (non a caso i due singoli scelti) e "Canto V. La Piramide".
Negli ormai trent'anni d'ascolto della nostra amata musica, diciassette dei quali passati a far recensioni, mi è capitato spesso di ritrovarmi davanti a concept album scritti con un'attenzione elevata ai massimi livelli (i due esempi più facili e veloci che mi vengono in mente sono "Nightfall in the Middle-Earth" dei Blind Guardian e "Parthenope" di Scuorn), ma anche se mi fermo a pensarci e ripensarci non me ne viene in mente uno solo che sia stato scritto con una cura così certosina come "Pseudobiblion" dei Consumed by Vultures, a cominciare già dal titolo senza contare tutto quanto spiegato nella prima parte di questa recensione. Ed ancor più pensando a come sia strettamente collegato al lavoro precedente. Non basti questo, anche dal punto di vista musicale la band svizzera non delude per nulla, tirando fuori quella che, per chi vi scrive, è probabilmente la maggior sorpresa di questo 2019.

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