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Metal sinfonico neoclassico in questo primo album dei messicani Yeos. Metal sinfonico neoclassico in questo primo album dei messicani Yeos.

Metal sinfonico neoclassico in questo primo album dei messicani Yeos.

recensioni

gruppo
titolo
Azteca's Revenge
etichetta
autoprodotto
Anno

Line-up:
Ameyali Escobedo - vocals
Deeunir Garcia - drums
Cesar Marmolejo - rhythm guitar
Maolo Becerra - bass
Salvador Yeo - lead guitar

Tracklist:
1. No Lores Mas
2. Humano Imperial
3. Azteca's Revenge
4. Por los que murieron en vano (For those who died in vain)
5. Libertad
6. Gracias a ti (Grateful)
7. En tus brazos
8. Amigo
9. En tus brazos (acoustic version)
10. Imperial Men

opinioni autore

 
Metal sinfonico neoclassico in questo primo album dei messicani Yeos. 2019-11-18 19:47:52 Virgilio
voto 
 
3.5
Opinione inserita da Virgilio    18 Novembre, 2019
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Gli Yeos sono un gruppo messicano che si è formato nel 2015 per iniziativa del chitarrista Salvador Yeo. L'idea era quella di mettere insieme dei musicisti virtuosi: lui stesso ha vinto diversi premi internazionali, coinvolgendo anche insegnanti di musica come Manolo Becerra (basso), Deeunir Garcia (batteria) e poi Cesar Marmolejo (seconda chitarra). Inizialmente il progetto doveva essere interamente strumentale, poi invece gli Yeos hanno optato per reclutare anche una cantante, dando così un'impronta più vicina al metal sinfonico. Non a caso, la scelta è ricaduta su una voce lirica, ovvero quella di Ameyali Escobedo, con la quale sono stati registrati cinque brani. La genesi di questo album, porta per forza di cose ad una sorta di dicotomia: infatti, c'è una certa differenza tra i pezzi strumentali e quelli cantati. In particolare, i primi sono fondamentalmente delle composizioni per chitarra pesantemente influenzate da Y.J. Malmsteen ed in pieno stile neoclassico. In buona parte, si tratta di tracce che suonano come meri esercizi di stile, sicuramente ben suonate, ma che seguono pedissequamente la lezione del Maestro svedese. Ci sono passaggi dove Yeo cerca di mettere passione e di creare momenti emozionanti, come in un pezzo carico di feeling quale "Por los que murierion in vano" ma, in generale, si ritrovano tante note veloci e molta poca originalità. L'altro gruppo di brani è quello cantato, composto da "No lores mas", "Imperial Man (del quale esiste anche la versione spagnola, "Humano Imperial"), "Libertad", "En tus brazos" e "Amigo". Qui il discorso cambia, perchè la band opta per un metal sinfonico, dove il virtuosismo dei musicisti è posto maggiormente a servizio dei brani, impreziositi dalla splendida voce di Ameyali Escobedo: in particolare, si tratta delle due tracce iniziali, "No lores mas" e "Humano Imperial (che viene riproposta anche con una versione in inglese, "Imperial Men"), nonchè di "Libertad", "En tus brazos", brano proposto in duplice versione (la seconda è acustica), che per certi tratti ricorda un po' la nostra "Caruso", ma c'è anche qualcosa, soprattutto nel pianoforte, che rimanda a Debussy e, infine, "Amigo", dove c'è qualche accenno con strumenti a fiato. Insomma, questa virata decisa ha giovato sicuramente al progetto, perchè i brani cantati sono senza dubbio più affascinanti ed interessanti rispetto a quelli strumentali, quasi "scolastici" per quanto sono derivativi. Attendiamo dunque le prossime mosse della band che, per adesso, come abbiamo avuto modo di precisare, non è del tutto convincente in questo primo album, ma le basi gettate sono davvero ottime.

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