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Il Disincanto degli OperaOscura... Il Disincanto degli OperaOscura...

Il Disincanto degli OperaOscura...

recensioni

titolo
Disincanto
etichetta
Andromeda Relix
Anno

Tracklist:
01 - A Picco Sul Mare
02 - La Metamorfosi Dei Sogni
03 - Il Canto Di Sìrin
04 - Pioggia Nel Deserto
05 - Gaza
06 - Dopo La Guerra
07 - Resti 

Line up:
Alessandro Evangelisti : Tastiere / Pianoforte
Alfredo Gargaro : Chitarre
Leonardo Giuntini : Basso
Umberto Maria Lupo : Batteria
Francesca Palamidessi : Voce (Tracce 1,5,6)
Serena Stanzani : Voce (Traccia 3) 

opinioni autore

 
Il Disincanto degli OperaOscura... 2019-11-30 20:10:57 Francesco Yggdrasill Fallico
voto 
 
5.0
Opinione inserita da Francesco Yggdrasill Fallico    30 Novembre, 2019
Ultimo aggiornamento: 02 Dicembre, 2019
Top 50 Opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Due generazioni, Alfredo Gargaro, classe ’70 e Alessandro Evangelisti, classe ’90, unite al cospetto del la musica che rese grande l’Italia persino in Sol Levante, Sua Maestà il Prog!!!
Questo è infatti il punto di partenza per questo combo romano, che riesce ad inserire nel suo debut album, anche sonorità metal dovute alla militanza del buon Gargaro in band del calibro di Rosae Crucis e Exiled On Earth.
Le sonorità sono molto dilatate ed avvolgenti, e vedono alternarsi tracce strumentali a brani cantati, sicuramente con un’innovazione stilistica non indifferente.
Dimenticatevi, signori miei, la classica forma canzone, qui si va oltre, molto oltre, e l’impronta del pianoforte avvolge, disfa e crea…
“A Picco Sul Mare”, una bella storia di una bimba nata storpia e per questo rifiutata, ma diventata sirena, è il punto di partenza di questo bellissimo viaggio, un meraviglioso crescendo, nel quale la band crea un suono meraviglioso ed una voce, come non se ne sente da tempo, ci porta all’interno di questo meraviglioso mondo chiamato “Disincanto”.
“La Metamorfosi Dei Sogni” è uno strumentale che tante band, metal e prog, farebbero carte false, per avere all’interno dei propri lavori.
“Il Canto Di Sìrin” è eterea, col suo cantato avvolgente, accompagnato solo da tastiere e pianoforte e fa da spartitraffico con le tracce successive, legate da un filo che è quello bellico.
Ci si lascia bagnare dall’estemporanea, orientaleggiante, “Pioggia Nel Deserto”, senza renderci conto di esser catapultati nella realtà fuori dal mondo di “Gaza, lì dove “…la terra non ha padroni, libera dai suoi confini…”, lì dove, “Dopo La Guerra”, “…un giorno tornerà la fantasia…”.
Complici anche due voci decisamente uniche come quelle di Francesca Palamidessi e Serena Stanzani, mi son sentito avvolgere e vibrare come non accadeva da tempo, fino alle stilettate pianistiche di “Resti”, che mi fanno, se ce ne fosse ancora bisogno, crollare definitivamente davanti alla bellezza di questo lavoro, che, mi auguro, non rimanga un caso isolato.
Mi spiace essermi imbattuto così tardi in voi, e aver aspettato così tanto, per motivi meramente lavorativi, a recensire la vostra opera, ma, per quel poco che può valere, sono felice ed onorato di aver avuto modo di assaporare questo frutto della vostra creatività e delle vostre anime.
“…non lasciare mai la strada della tua felicità…”

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