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Myronath, un buon debutto ma la strada é ancora lunga. Myronath, un buon debutto ma la strada é ancora lunga. Nuovo

Myronath, un buon debutto ma la strada é ancora lunga.

recensioni

gruppo
titolo
Into The Qliphoth
etichetta
Non Serviam Records
Anno

Line up: 
Vargblod - vocals, bass 
Malphas - guitars 
Lars Broddesson - drums (session)

Tracklist:
1. The Ancient Slumber
2. Ravensphere
3. Lady of Golgotha
4. The Awakening
5. In the Shadow of the Crown
6. La Santa Muerte
7. Hymn to Lucifer
8. Annihilation of the Crescent Moon

opinioni autore

 
Myronath, un buon debutto ma la strada é ancora lunga. 2019-12-01 16:39:15 Rob M
voto 
 
3.5
Opinione inserita da Rob M    01 Dicembre, 2019
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Debutto per gli svedesi Myronath, questo "Into The Qliphoth", presenta un black dalle tinte death che avrebbe fatto la gioia di chi ricercava queste sonoritá durante i primi anni del nuovo millennio. Tuttavia un disco che rimane abbastanza nella media per il genere proposto e che a suo modo non riesce a proporsi con soluzioni "uniche" che lo rendano indimenticabile.
Si passa cosí da un riffing/drumming classico, partendo dall'opener "The Ancient Slumber", a soluzioni piú moderne e catchy, con l'assolo della successiva "Ravensphere", a momenti abbastanza monotoni e vecchio stile, come nel caso di "Lady Of Golgotha".
Il cambio tra questi tre aspetti é la spina dorsale di un disco che si muove spesso e volentieri tra vecchio e nuovo, apportando alcune soluzioni interessanti ma che nel complesso non riescon ad avere la meglio sul resto.
Ci son tuttavia alcuni episodi parecchio validi, come nel caso della quarta "The Awakening", un brano solido e che riesce - nella sua semplicitá - a risollevare l'attenzione o "La Santa Muerte" (quí si passa dalla Svezia all'America Latina come se si fossero ultimate le scelte per gli argomenti "grim" da usare nelle lyrics), un altro brano che potrebbe riprendere in parte il meglio che l'album ha da offrire. Peró, ancora un peró, si tratta di momenti che iniziano e finiscono senza ne arte ne parte, mosche bianche nello sciame che il resto rappresenta.
"In The Shadow Of The Crown", "Hymn To Lucifer" e la conclusiva "Annihilation Of The Crescent Moon" rimescolano la minestra a piú riprese ma davvero la frittata é fatta e si rimane poco colpiti dal risultato finale.
Non un disco registrato male o che non goda di un sound potente e affilato, eppure le scelte stilistiche ed il mix generale in cui si cerca di esser moderni partendo da una base retró non rapiscono ma annoiano. Esiste un pubblico per questo genere/sottogenere ma nel mio caso non si tratta di uno dei lavori che marcheranno questo 2019.
Un buon debutto che fornisce le basi per dischi ancora migliori nei prossimi anni, con la speranza che Myronath non sia un nome che va a viene come tantissimi prima di questo.

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