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Ragnarok, forse uno dei migliori dischi della band ad oggi! Ragnarok, forse uno dei migliori dischi della band ad oggi! Nuovo

Ragnarok, forse uno dei migliori dischi della band ad oggi!

recensioni

gruppo
titolo
Non Debellicata
etichetta
Agonia Records
Anno

Line up:
Jontho - vocals 
Bolverk - guitars 
Rammr - bass 
Malignant - drums 

Tracklist:
1. Non Debellicata
2. Chapel of Shadows
3. Sanctimoneous
4. Bestial Emptiness
5. Nemesis
6. The Great Destroyer
7. Gerasene Demoniac
8. The Gospel of Judas Iscariot
9. Jonestown Lullaby
10. Asphyxiation

opinioni autore

 
Ragnarok, forse uno dei migliori dischi della band ad oggi! 2019-12-01 16:43:27 Rob M
voto 
 
4.5
Opinione inserita da Rob M    01 Dicembre, 2019
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

I Ragnarok son una band che ho amato ai suoi esordi ed ho odiato dal suo terzo album in poi. Un progetto che ha vissuto alle origini il boom del genere e che dopo l'ascesa iniziale si ritrovó ad essere l'ombra di se stesso, con svariati cambi di formazione che han marcato - spesso in maniera deleteria - il sound della band, mutandolo in una brutta copia di Setherial, Dark Funeral ed ultimamente i Marduk.
Eppure, un'attivitá live sopra la media, la provenienza, ed il marketing, han reso questo nome tra i piú "importanti" in ambito estremo per questo nuovo millennio.
Personalmente, non ho disprezzato "Non Debellicata" e penso che il disco in sé abbia la possibilitá di colpire la dove il pubblico cerchi un approccio datato al genere se pur proposto in chiave moderna.
Dico "datato" perché questo disco potrebbe suonare perfettamente come l'anello mancante tra "Plague Angel" e "Rom 5:12", eppure con soluzioni che lo possan rendere ancora piú "commerciale" e "vendibile", aprendolo alla melodia, ad un riff spesso semplice e catchy e momenti che rimangono ben ancorati alle mente sin dal primo ascolto (vedi "Sanctimoneous", ripetitiva alla nausea eppure studiata a tavolino perché quel giro di chitarra non venga facilmente dimenticato).
L'intero lavoro si muove a piú riprese attraverso strutture che possano sfruttare a pieno questo modo di intendere il black metal e cercando, senza vergogna, di imbastire brani che possan facilmente colpire nel segno con soluzioni che ricalcano a pieno il "giá sentito", "giá fatto", "giá detto", "giá dato".
Dall'artwork, ai titoli dei brani, alle lyrics, al sound, il tutto puzza di plagio. Una brutta copia di tante uscite del made-in-Germany e partorite da labels come la Folter Records, giusto per citarne una, eppure musicalmente vario, interessante, capace di attirare l'attenzione per un prodotto finale che si propone per ció che é: un disco black metal sopra la media dall'inizio alla fine.
Tutti i brani riescon a rivivere questo sentimento di "appartenenza" che non cerca l'innovazione ma si fa invece forte della sua "sinceritá" artistica, del suo emulare nomi piú popolari e scelte stilistiche semplici ma sicure.
Nei suoi dieci capitoli "Non Debellicata" risulta essere un'estensione della persona che Jontho (membro fondatore ed ultimo superstite della formazione primigena) rappresenta. Lo stereotipo black metal incarnato, la volontá di continuare dopo oltre un ventennio a vivere e credere nello spirito che il genere rappresenta, tra alti e bassi, artisticamente ed emotivamente.
Un lavoro genuino, che si propone per quello che é, e che ho gradito - non poco - rispetto ai suoi ultimi predecessori, con momenti che racchiudono il meglio che il genere ha da offrire.
Non un lavoro che cambierá la storia del genere ma una prova solida che ha tanto da insegnare a chi, al giorno d'oggi, non ha ancora capito come questa musica/ideologia vada suonata/espressa.

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