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Crest Of Darkness, unici nel genere dopo 23 lunghi anni. Crest Of Darkness, unici nel genere dopo 23 lunghi anni. Nuovo

Crest Of Darkness, unici nel genere dopo 23 lunghi anni.

recensioni

titolo
The God of Flesh
etichetta
My Kingdom Music
Anno

Line up:
Ingar Amlien - vocals, bass 
Rebo - guitars 
Bernhard - drums

Tracklist:
1. The God of Flesh
2. The Child with No Head
3. Endless Night
4. The Spawn of Seth
5. Forgotten
6. Euthanasia
7. Blood
8. Godless Evil Eyes
9. Salvation in Hell

opinioni autore

 
Crest Of Darkness, unici nel genere dopo 23 lunghi anni. 2019-12-01 16:47:25 Rob M
voto 
 
3.5
Opinione inserita da Rob M    01 Dicembre, 2019
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Un'altro gruppo di vecchiardi, per questo fine 2019, i Crest Of Darkness arrivano con la loro decima fatica in carriera dal titolo "The God Of Flesh", pronti ad offrire un bel niente di nuovo ma semplicemente un assalto frontale che si possa tenere ben in linea con gli ultimissimi lavori presentati dal nome norvegese con un inconfondibile gusto heavy che fa da collante per il tutto.
"The God Of Flesh" non perde tempo e si lancia a testa bassa nella mischia sin da subito, con l'opener e title-track che azzanna dritta alla gola.
Nei suoi nove capitoli questo disco non cerca di risollevare le sorti del genere ma anzi scava una bella fossa verso la tomba dei ricordi. In certi momenti magistrali, in altri abbastanza scontati, i nostri variano tra soluzioni classiche ed un riffing moderno, la dove classicismo e modernismo non abbraccian solo uno stile come il black metal ma han tante piú influenze a disposizione, riuscendo a colpire in certi momenti e lasciando abbastanza indifferenti in altri. La seconda traccia "The Child With No Head" potrebbe essere un esempio lampante di questo altalenare costante che viene esteso a tutto il disco, ma ancora di piú lo sarebbe la successiva "Endless Night" che rockeggia alla grande, lasciando totalmente spiazzati ed aprendo l'intero album ad una serie di brani che si muovon lontanissimi dai due iniziali per portare l'ascoltatore verso territori heavy (vogliamo parlare di "Euthanasia", per esempio, o della successiva "Blood"???).
I nostri procedono cosí sino alla chiusura, con la punk "Salvation In Hell", che fa mettere un bel punto interrogativo sulla natura del disco ed il genio/pazzia che ne ha segnato la pubblicazione.
Quando i nostri vogliono, son capaci di elargire momenti di bellezza unica - indipendentemente dal genere che usan in quel momento - che viaggiano tra l'approccio prog di band storiche come i Queensryche e le ritmiche spezzate degli Ark, all'unisono di uno spiccato senzo black 'n' roll.
Quando invece si perdon fuori dal seminato, son invece capaci di annoiare alla nausea l'ascoltatore, con uscite pacchiane (le voci campionate son davvero "pessime") e riffing risibile.
Eppure, in questa loro dimensione, i Crest Of Darkness arrivan al pubblico con un lavoro "fresco" se pur "canonico", che potrebbe rapire il pubblico black per l'approccio differente ed il pubblico metal per l'estremismo che comunque é presente ad ogni brano.
Un disco indimenticabile? Non credo che si possa parlare di questo lavoro come tale, ma senza ombra di dubbio si tratta di un album unico nel genere e capace di trovare il suo pubblico senza troppa fatica.
Un ascolto difficile per chi si aspetta un lavoro diretto, eppur appagante per chi, stanco della solita minestra, ha bisogno di qualcosa di nuovo.
Provare per credere!

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