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Vastator, only for die-hard fans

recensioni

gruppo
titolo
"Gentlemen's club"
etichetta
Inferno Records
Anno

TRACKLIST:
01.  Diabolique
02.  Meridian
03. PSW
04. Midnight Train
05. Nautilus
06. The Horde
07. Night & Day
08. All 4 One
09. Rock You To Hell (Grim Reaper Cover)

LINE-UP:
Nelson "Rob Díaz" D'Aldunce – Vocals
Gerardo Barrenechea - Percussion/Drums
Criss Nelson – Bass
Richard Pilnik – Guitars

opinioni autore

 
Vastator, only for die-hard fans 2019-12-01 18:59:50 Ninni Cangiano
voto 
 
1.5
Opinione inserita da Ninni Cangiano    01 Dicembre, 2019
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I Vastator arrivano dal Cile e sono attivi addirittura dalla metà degli anni ’80; in quasi 35 anni di carriera (con varie pause, per amor di precisione) hanno realizzato solamente quattro full-lenghts, fra cui il più recente, uscito a fine ottobre per Inferno Records, è questo “Gentlemen’s club”, dotato di spettacolare copertina, con 3 diavolesse molto sexy. Peccato che l’ottimo biglietto da visita costituito dall’artwork non corrisponda poi con altrettanto ottima musica! Già, perchè i Vastator sembra siano rimasti ancorati agli anni ’80 e non si siano più schiodati da lì. Il loro speed metal con influssi epic, infatti, è decisamente old-style, così come anche la registrazione (particolare, probabilmente, anche voluto appositamente). Chi, come il sottoscritto, ha vissuto la propria adolescenza o gioventù negli anni ’80, ha sicuramente ascoltato numerosi dischi come questo nel corso degli anni; le giovani leve, invece, difficilmente potranno venir attratte da un sound così “vintage” ed un approccio fin troppo datato. Figurarsi poi se si è in cerca di originalità.... Molto probabilmente la band cilena non ha fra i propri obiettivi quello di essere innovativa, né originale, quasi sicuramente suona a questa maniera perchè ama questo genere di musica e, vista l’abbondante passione che ci mette, già solo per questo merita ogni rispetto. Ho ascoltato diverse volte questi 8 pezzi (cui si aggiunge la solita inutilissima intro), per poco meno di ¾ d’ora di durata, ma ogni volta purtroppo non mi rimaneva alcuna sensazione positiva, ma anzi un sapore di stantio che non è proprio il massimo della vita. Anche il songwriting non aiuta, con pezzi che spesso durano fin troppo, rischiando di annoiare facilmente. Diverse canzoni poi vengono letteralmente “smorzate” sul finire, con i volumi che calano fino ad interrompere la musica per far partire il pezzo successivo, il che lascia intravedere un lavoro di produzione non proprio eccelso. “Gentlemen’s club” è un disco solo per die-hard fans del vintage e, dispiace dirlo, credo che i Vastator abbiano ben poche probabilità di uscire dall’underground del loro paese.

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